Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Scatta il ritiro dalla Siria
delle truppe statunitensi

· Resta aperto il nodo dei curdi ·

Mezzo militare statunitense in Siria (Afp)

È iniziato il ritiro dalla Siria delle truppe statunitensi. Lo ha annunciato ieri, in una nota diffusa ai media, il portavoce della coalizione internazionale, il colonnello Sean Ryan. «È scattato il processo intenzionale di ritiro dalla Siria» ha dichiarato Ryan. «Per motivi di sicurezza, non parleremo di specifiche scadenze temporali, luoghi o movimenti di truppe». Una successiva nota del Pentagono ha precisato che in Siria è iniziato il ritiro di «alcuni equipaggiamenti» ma non dei soldati. Gli Stati Uniti — riferisce sempre la nota — «mantengono finora circa duemila militari nella Siria orientale e settentrionale». L’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (voce dell’opposizione in esilio a Londra) ha confermato che nelle ultime ore un convoglio di mezzi militari statunitensi ha lasciato la Siria in direzione dell’Iraq attraversando il valico di Fishkhabur, sul Tigri, dalla città siriana di Rmeilan. Si tratta del primo ritiro di forze militari statunitensi dall’annuncio del presidente Donald Trump del disimpegno militare dal territorio siriano. Lo scorso 19 dicembre il capo della Casa Bianca aveva detto che l’obiettivo centrale della missione, ossia sconfiggere il sedicente stato islamico (Is), era stato raggiunto e che quindi la presenza dei militari statunitensi in Siria non era più necessaria. «Abbiamo sconfitto l’Is in Siria, la mia unica ragione per restare lì durante la presidenza Trump» aveva scritto su Twitter il presidente, affermando inoltre che il ritiro avrebbe richiesto «almeno cento giorni di tempo». Trump aveva promesso il ritiro dalla Siria nella campagna elettorale del 2016 e ha cominciato a spingere in questa direzione fin dal primo giorno del suo mandato alla Casa Bianca.

Va ricordato che proprio su questa decisione si è consumata a Washington una grave crisi politica, con l’esautorazione del ministro della difesa Jim Mattis, apertamente critico del ritiro dalla Siria, e poi dell’inviato americano presso la coalizione internazionale, Brett McGurk.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 gennaio 2019

NOTIZIE CORRELATE