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Scarsi risultati dai colloqui sulla Siria

· Tra opposizione e governo riuniti a Ginevra ·

Nessun risultato concreto. Questo il bilancio della giornata di negoziati svoltasi ieri a Ginevra tra le delegazioni del governo siriano e dell’opposizione. Quest’ultima ha minacciato di abbandonare le trattative se non ci saranno colloqui diretti. La seduta inaugurale del quarto round di colloqui ginevrini si è aperta nel pomeriggio, con tre ore di ritardo rispetto al programma annunciato, a causa soprattutto di discussioni procedurali. 

L’inviato speciale dell’Onu in Siria Staffan de Mistura (Ansa)

L’inviato dell’Onu, Staffan de Mistura, ha esortato «tutte le parti a rafforzare il cessate il fuoco» in vigore formalmente dal 30 dicembre scorso e che non coinvolge l’ala siriana di Al Qaeda né il cosiddetto stato islamico (Is). «Il popolo siriano vuole una via d’uscita da questo incubo che è la guerra» ha detto de Mistura. Per questo è necessario che «regime e opposizione si assumano una responsabilità storica». De Mistura ha incontrato anche un gruppo di donne giunte a Ginevra per discutere delle persone detenute e rapite in Siria. Insieme hanno osservato un minuto di silenzio. «Ci sono migliaia e migliaia di madri, mogli, figlie che stanno sperando che i negoziati possano favorire almeno questo aspetto» ha detto ai giornalisti l’inviato speciale delle Nazioni Unite. Nel corso dei colloqui sono state sollevate polemiche soprattutto da parte della Russia che ha definito «assurda» la richiesta dell’opposizione di escludere il presidente siriano Al Assad dal futuro politico del paese. «La delegazione del governo siriano è arrivata a Ginevra con istruzioni costruttive per ottenere progressi» ha detto il rappresentante permanente della Russia presso l’Onu a Ginevra, Alexey Borodavkin.

Intanto, sul terreno le violenze non conoscono tregua.

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19 agosto 2019

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