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Scambio di messaggi
tra Donald Trump e Kim Jong-un

· Riparte il dialogo tra Stati Uniti e Corea del Nord dopo settimane di tensioni ·

La stretta di mano tra Kim e Trump nel vertice a Singapore a giugno (Reuters)

Scambio di messaggi, ieri, tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong-un. Dopo settimane di tensione — culminate con la decisione di Washington di cancellare la visita a Pyongyang del segretario di stato americano, Mike Pompeo, a causa degli scarsi progressi sulla denuclearizzazione — la Corea del Sud ha reso noto di avere inoltrato un messaggio del presidente Trump a Kim e che questi ha dato agli inviati di Seoul una lettera da recapitare al presidente degli Stati Uniti. Una alta delegazione di Seoul, guidata da Chung Eui-yong, direttore dell’ufficio di sicurezza nazionale, si è recata ieri a Pyongayng per rilanciare il dialogo intercoreano e preparare un nuovo vertice tra il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, e Kim, che avrà luogo tra il 18 e il 20 settembre nella capitale nordcoreana. Durante la visita, la delegazione ha consegnato la lettera di Trump e ha preso possesso di quella nordcoreana da recapitare al presidente statunitense. Uno scambio di missive, indicano gli analisti politici, che lascia presupporre la volontà di un ulteriore ciclo negoziale tra Trump e Kim, dopo il vertice di Singapore del 12 giugno scorso, anche se ricco di ostacoli. Per giungere a un accordo, Washington chiede a Pyongyang la consegna della lista delle armi e delle strutture nucleari nel paese, mentre Kim punta a chiudere formalmente la guerra di Corea (1950-1953), allentare le sanzioni internazionali e ricevere progressivi aiuti economici man mano che proceda con la denuclearizzazione della penisola. Alcuni segnali potrebbero emergere dalla parata militare del prossimo 9 settembre che il regime comunista di Pyongyang terrà per i 70 anni della nascita della Corea del Nord: secondo alcuni osservatori, se dovessero sfilare — come sempre accaduto — i missili intercontinentali, si tratterrebbe di un passo indietro di Kim verso scenari passati.

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