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​Scade la tregua tra Bogotá e l’Eln

· In corso a Quito colloqui per la pacificazione della Colombia ·

Scaduto il cessate il fuoco fra il governo colombiano e l’Esercito di liberazione nazionale (Eln), che è durato finora poco più di cento giorni, sembra sempre meno probabile un prolungamento dell’accordo dopo che un portavoce del gruppo guerrigliero ha escluso che la tregua bilaterale, lanciata in occasione delle feste di fine anno, possa andare avanti senza una nuova trattativa.
Il comandante Pablo Beltrán, uno dei volti noti dell’Eln, ha scritto ieri su Twitter che spera che nel nuovo round di negoziati di pace, che si è aperto a Quito, «si possa arrivare a decidere un nuovo cessate il fuoco bilaterale». Lo stesso Beltrán, in un’intervista telefonica rilasciata dalla capitale dell’Ecuador, ha denunciato la «mancanza di volontà politica» da parte del governo di Juan Manuel Santos, che ha accusato di non aver rispettato i termini stipulati per la tregua.
Nell’apertura della nuova fase della trattativa di pace, il ministro degli esteri dell’Ecuador, María Fernanda Espinosa, ha sottolineato che il prolungamento più lungo possibile del cessate il fuoco è «il grande obiettivo» delle conversazioni attuali fra le due parti.
Alla vigilia della conclusione della tregua la Conferenza episcopale colombiana (Cec) e la Missione di verifica delle Nazioni Unite hanno emesso un comunicato congiunto, nel quale auspicano che non siano vanificati i progressi di questi mesi, che hanno portato un calo della violenza e sollievo alla popolazione civile del paese.
Pur dicendosi «consapevoli delle difficoltà del cessate il fuoco temporaneo e della mancanza di consenso in relazione all’attuazione di alcuni aspetti dell’accordo di Quito», la missione dell’Onu e Chiesa colombiana hanno precisato in una nota di condividere «la necessità di un accordo di cessate il fuoco più solido, in grado di generare maggiore fiducia tra le parti e nella società colombiana».
Nel documento congiunto si sottolinea soprattutto «il sollievo umanitario che il temporaneo cessate il fuoco ha rappresentato per le comunità e la diminuzione della violenza nella maggior parte delle aree colpite dal conflitto». Questi, continua il testo, «sono benefici tangibili, che si traducono in una maggiore legittimità per il processo di pace».

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19 settembre 2018

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