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Sbarramenti e rinvii

· Anche il Governo macedone chiude la frontiera a profughi e migranti mentre l’Unione europea discuterà a ottobre le misure per l’accoglienza ·

Mentre non s’interrompe il flusso di profughi e migranti verso le coste europee del Mediterraneo, altre Nazioni sbarrano le frontiere a queste persone in fuga da guerra, violenze e fame. L’ultima a farlo è stata ieri l’Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, al cui confine con la Grecia sono esplose oggi gravi violenze.

Profughi tentano di superare il filo spinato al confine macedone (ap)

Nel frattempo, si prospettano lunghi i tempi dell’Unione europea per la necessaria revisione delle attuali regole sull’asilo e sull’immigrazione. Regole che contribuiscono a rendere drammatica l’attuale situazione, ingestibile per i singoli Paesi dove si concentrano gli arrivi — soprattutto Grecia, ma anche Italia.

Ieri è stato comunque annunciato che ministri dell’Interno e degli Esteri dell’Ue si riuniranno ad ottobre per discutere di immigrazione e rifugiati. Lo ha fatto sapere il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, al termine di incontro a Berlino con il suo collega tedesco, Thomas De Maizière. La riunione preparerà il vertice di Malta di novembre, quando i Paesi dell’Unione Europea discuteranno dell’argomento insieme ai leader africani. De Maizière ha comunque definito «inaccettabile il passo lento» dell’Europa su questo tema, aggiungendo che «Grecia e Italia hanno bisogno di aiuto e per questo servirà denaro dell’Unione europea». Precedentemente, in un’intervista aveva peraltro dichiarato di ritenere «insostenibile nel lungo periodo il crescente numero di rifugiati che arrivano in Germania», dove per quest’anno il Governo ne prevede ottocentomila. Anche Cazeneuve ha chiesto «un’armonizzazione» delle leggi sull’asilo nell’Unione europea.

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14 dicembre 2019

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