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Sbarchi al centro del dibattito Ue

· ​Italia e Malta impongono il tema migranti al consiglio dei ministri di lunedì ·

 Su richiesta di Italia e Malta, la questione migratoria torna sul tavolo del prossimo consiglio dei ministri degli esteri dell’Ue, fissato per lunedì 15 luglio. In particolare, si discuterà di un nuovo meccanismo strutturato per la gestione dei flussi migratori, che in sostanza significherebbe superare la ricerca di una soluzione caso per caso, come avvenuto finora per alcuni sbarchi. Dopo la discussione prevista lunedì, il tema approderà sul tavolo della riunione informale dei ministri dell’interno dell’Ue in programma a Helsinki il 18 e 19 luglio prossimi.

Sbarchi di migranti africani dalla nave tedesca Alan Kurdi al porto di La Valletta a Malta (Reuters)

Sul tema migranti è intervenuta ieri la candidata alla presidenza della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sottolineando che «è un obbligo soccorrere le persone in pericolo in alto mare». Lo ha fatto ieri in una delle sue audizioni con i gruppi politici del Parlamento europeo, che martedì prossimo — è stato deciso questa mattina — voteranno a proposito della sua nomina a capo dell'esecutivo comunitario. Ursula von der Leyen ha anche aggiunto che è estremamente importante ridare vita alla missione Sophia e venire a capo della riforma del sistema di Dublino: «Mi rendo conto che alcuni Stati membri costieri in virtù del regolamento di Dublino si sentano soli — ha affermato — e che una riforma del Regolamento sui richiedenti asilo è una prossima tappa che dobbiamo fare insieme».

Ieri in Italia il consiglio dei ministri ha discusso proprio di migrazioni. E il presidente del Consiglio stesso, Giuseppe Conte, in un colloquio con il «Corriere della Sera» ha ribadito che «nessuno può fare da solo». Ed è intervenuto a proposito delle cosiddette «imbarcazioni fantasma», che dall’inizio del 2019 hanno portato 2486 persone in Italia. Conte ha detto che si tratta di un fenomeno «più complicato da gestire» rispetto alla questione delle navi delle ong che puntano ai porti italiani «perché si tratta di sbarchi illegali».

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16 luglio 2019

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