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Accoglienza per i migranti della Diciotti

· Saranno ospitati dall’Irlanda dall’Albania e da alcune diocesi italiane ·

Hanno trascorso la seconda notte nel centro di prima accoglienza di Messina i 137 migranti sbarcati sabato in tarda serata dalla nave della guardia costiera italiana Diciotti, dopo dieci giorni di attesa in mare. Di circa cento migranti si è fatta carico la Conferenza episcopale italiana (Cei). Questa mattina, Ivan Maffeis, sottosegretario della Cei e direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali, ha detto che i migranti «saranno trasferiti quanto prima, nelle prossime ore, nel centro di Ariccia dell’Auxilium, in attesa di essere ospitati nelle tante diocesi che hanno dato la disponibilità: Torino, Brescia, Bologna, Agrigento, Cassano all’Jonio, Rossano Calabro, per citare solo quelle di cui sono a conoscenza». I rimanenti saranno ripartiti tra l’Albania e l’Irlanda, paesi che hanno dato la disponibilità all’accoglienza. Nel centro di Messina si trovano al momento anche sette donne, tutte vittime di violenze sessuali in Libia, e tre uomini sbarcati e ricoverati sabato pomeriggio per motivi sanitari. Nell’ospedale di Catania restano ricoverati, invece, tre migranti: due con la tubercolosi e uno con la broncopolmonite.

L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), Filippo Grandi, ha espresso «sollievo per lo sbarco delle persone rimaste a bordo della nave della guardia costiera italiana Diciotti» e ha elogiato «i paesi e le organizzazioni che hanno dimostrato solidarietà» offrendo di accogliere coloro che erano rimasti a bordo. L’Unhcr ricorda che, già nel 2018, più di 1600 persone hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee, nonostante il numero di coloro che cercano di attraversare sia diminuito in maniera significativa rispetto agli anni precedenti. In relazione alla vicenda Diciotti, sabato dalla Procura di Agrigento è arrivato un avviso di garanzia al ministro dell’interno Matteo Salvini, indagato assieme al suo capo di gabinetto, il prefetto Matteo Piantedosi, per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Secondo i magistrati, avrebbero privato della libertà personale i profughi soccorsi dalla nave. 

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19 marzo 2019

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