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Sbarcati allo stremo delle forze

· ​Tra i migranti arrivati a Pozzallo ci sono molti minori e una neonata ·

C’è una neonata di quindici giorni tra i 264 migranti sbarcati la notte scorsa a Pozzallo, in Sicilia, dopo tre giorni di navigazione sul mar Mediterraneo senza acqua né cibo. Sono quaranta le donne e 44 i minori, quasi tutti non accompagnati. La mamma della neonata è una ragazza sola di 19 anni vittima di violenza sessuale nel campo di detenzione in Libia dove ha partorito prima di partire.

I migranti erano stipati uno sull’altro su un barchino di legno. A salvarli è stato un peschereccio italiano. Il ministro dell’interno, Matteo Salvini, ha fatto sapere che inizialmente erano state le autorità maltesi ad aver preso in carico le operazioni di soccorso. Si tratta di quasi tutti eritrei partiti lo scorso giovedì da Misurata, in Libia. Per ore sono stati tenuti sull’imbarcazione, mentre gli unici autorizzati a scendere sono stati donne e bambini. Per gli altri, molti dei quali in fuga da torture e abusi, ore e ore passate all’addiaccio in attesa di disposizioni, arrivate solo intorno alle sette del mattino, quando tutti hanno potuto lasciare l’imbarcazione. Gli scafisti sembra siano stati già individuati e si tratterebbe di un libico e di un tunisino. Da pate sua, il sindaco di Pozzallo ha espresso preoccupazione: Roberto Ammatuna ha evidenziato ieri «qualche criticità nel sistema di accoglienza e una non ottimale organizzazione della nuova società che gestisce l’hotspot di Pozzallo», chiedendo a tutti la collaborazione per «riportare il sistema di accoglienza ai livelli di eccellenza del recente passato». Sempre ieri, c’è stato anche un altro sbarco sulle coste italiane. A Crotone, in Calabria, sono arrivati 79 pachistani.

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15 ottobre 2019

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