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Sarkozy e Merkel scendono in difesa dell'euro

· A Davos il Forum economico mondiale ·

Di fronte alla platea del Forum economico mondiale di Davos, in Svizzera, il presidente francese, Nicolas Sarkzoy, ha difeso l'euro. «Posso assicurarvi — ha detto Sarkozy — che io e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, mai, capitemi bene, mai, volteremo le spalle all’euro. Mai. Non so se sono stato chiaro abbastanza».

Una difesa così forte che l’euro è subito salito ai massimi. Anche perché il presidente francese si è rivolto direttamente ai mercati: «Chi vuole scommettere contro l’euro faccia attenzione ai propri soldi». La divisa unica, ha proseguito il presidente francese, «rappresenta 60 anni di pace, non è solo una moneta e se mai dovesse subire danni sarebbe un cataclisma».

Nel 2011 la Francia presiederà contemporaneamente il g20 e il g8 ed è questo — rilevano gli analisti — il motivo principale del messaggio di Sarkozy. Per il presidente, infatti, l’euro non è solo un’entità economica, ma è soprattutto il simbolo della identità europea. «E coloro che speculano contro l’euro devono stare attenti a come investono il loro denaro», ha precisato. Nicolas Sarkozy ha dunque eretto una vera e propria barriera a favore della moneta unica, rassicurando che l’euro non verrà mai e poi mai abbandonato o distrutto. Ma alla difesa dell’euro non ha contribuito solo Sarkozy.

Anche da John Lipsky, vice direttore del Fondo monetario internazionale, sono arrivate rassicurazioni sulla sopravvivenza della moneta unica. E il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, ha voluto lanciare un messaggio di fiducia, ribadendo come la moneta unica non sia in crisi, ma che l’Unione europea deve diventare più forte economicamente e punire tutti quei Paesi che sforano il tetto sul deficit e sull'indebitamento. Altrimenti, ha aggiunto, alla prossima crisi c'è il rischio di trovarsi in un mondo molto pericoloso. «Bisogna ritornare alla considerazione fondamentale che quando si ha una moneta unica bisogna avere una economia forte, con sanzioni che scattano quasi automaticamente quando i Paesi violano le regole», ha precisato il presidente della Banca centrale europea.

Da parte sua, il primo ministro della Grecia, George Papandreou, di fronte alla paura dei mercati di una crisi di Atene, ha voluto ancora una volta rassicurare che non ci sarà nessun default e nessuna ristrutturazione del debito. Intervenendo a una tavola rotonda, Papandreou — riferisce l'agenzia Ansa — ha detto che Atene ha fatto quello che doveva, dimostrando che è possibile riportare la fiducia nelle finanze pubbliche del Paese.

A metà febbraio Sarkozy presiederà il g20 a Parigi. In quell'occasione, oltre che dell’euro, dovrà occuparsi di questioni internazionali: valute, crescita mondiale, squilibri monetari, regolamentazione bancaria. Da Davos ha invece illustrato i tre grandi rischi per l’economia mondiale nel 2011: il debito sovrano; gli squilibri monetari e finanziari e il rischio inflazione collegato ai prezzi delle materie prime. «Cerchiamo — ha anche detto il presidente francese — di portare delle nuove idee di fronte a dei problemi di una ampiezza e di una complessità mai uguagliata». Per quanto riguarda il debito sovrano Sarkozy ha sollecitato la riduzione dei deficit facendo degli sforzi. Poi, ha aggiunto, è necessario intervenire sugli squilibri monetari, «che da qui a cinque anni si sono moltiplicati e che potrebbero arrecare grandi danni se non vi si porta grande attenzione». Sui prezzi delle materie prima andrebbe invece istituita una banca dati comune come quella per i prezzi del petrolio, in modo da prevenire le crisi alimentari, con particolare riferimento alle recenti rivolte in Nord Africa legate all’aumento dei prezzi. «Chi può credere — si è infatti chiesto Nicolas Sarkozy a conclusione del suo intervento — che le rivolte della fame portino stabilità?».

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