Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Sapore di pace

· Dal Papa i ragazzi dell’Azione cattolica ·

«Anche quest’anno noi ragazzi dell’Azione cattolica (Acr), assieme ai nostri amici, ai nostri educatori e ai nostri sacerdoti siamo tornati da te per dire a tutti in modo forte e chiaro che vogliamo la pace!». Sono le parole dei due giovanissimi romani che, a mezzogiorno di domenica 3 febbraio, si sono affacciati con Papa Francesco alla finestra del Palazzo apostolico.

L’iniziativa, promossa nell’ambito dell’ormai tradizionale appuntamento della “carovana della pace” dell’Acr diocesana di Roma, ha preso il via con la messa celebrata alle 8,30 nella chiesa di Santa Maria in Vallicella dal vescovo Gianpiero Palmieri, ausiliare per il settore est. Al termine, un festoso corteo ha raggiunto piazza San Pietro — dove sono stati accolti dal vescovo Paolo Ricciardi, ausiliare per la pastorale sanitaria, della presidente diocesana Rosa Calabria e dai responsabili nazionali dell’associazione — per la preghiera mariana con il Pontefice.

«Abbiamo scoperto — gli hanno detto i due ragazzi — che la pace è una cosa davvero buona, anzi gustosa. Dà sapore alle nostre relazioni e fa bene al nostro cuore che diventa più sano e genuino». È, infatti «la cucina l’ambientazione del percorso dell’Acr di quest’anno. Così il nome del percorso che abbiamo scelto per questa giornata è chiarissimo: sapore di pace». Del resto, hanno affermato i due ragazzi, «la pace è un po’ come il sale: se non c’è, tutto perde sapore e ne basta anche poco per aggiustare un piatto». E «così oggi possiamo dire che, anche se ci sono situazioni difficili tra di noi e nel mondo, non bisogna scoraggiarsi o girarsi dall’altra parte». Anzi, «bisogna metterci qualche azione di pace che forse non risolverà tutti i problemi, ma sicuramente darà più sapore a questo mondo».

Un invito, dunque, a essere davvero protagonisti: «Anche noi — hanno assicurato — vogliamo fare la nostra parte: così con i fondi che abbiamo raccolto sosteniamo il progetto “Abbiamo riso per una cosa seria”, che aiuta le regioni povere del mondo a garantire il valore del cibo e i diritti di chi lo produce, perché tutti possano avere la giusta ricompensa per il loro lavoro e vivere dignitosamente». Infatti, nel mese di gennaio tradizionalmente dedicato alla pace, l’Azione cattolica ha sollecitato i ragazzi a riflettere in particolare sulla libertà, la dignità e l’autonomia personale ed economica come vie verso la costruzione della pace, aderendo, appunto, a un progetto concreto di solidarietà in collaborazione con la Focsiv (Federazione degli organismi cristiani servizio internazionale volontario).

A Francesco i due ragazzi hanno anche confidato di volere festeggiare insieme «due traguardi importanti». Anzitutto i 150 anni dell’Azione cattolica di Roma: e «a te, nostro vescovo, chiediamo una preghiera perché non ci stanchiamo mai di annunciare il Vangelo». Il secondo traguardo «è che l’Azione cattolica ragazzi festeggia 50 anni». Portati benissimo. «È da mezzo secolo — hanno spiegato al Papa — che noi ragazzi cerchiamo di arricchire la nostra associazione con la nostra presenza e il nostro impegno di raccontare quanto è bello incontrare Gesù». Chiedendo a Francesco di ricordare l’Acr nelle preghiere, i due ragazzi hanno voluto ringraziarlo per il suo «enorme impegno a raccontarci Gesù e come seguirlo nella nostra vita. Sembra che non ti stanchi mai, e allora neanche noi ci stancheremo di ridire a tutti che vogliamo la pace».

L'Angelus

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE