Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Sanzioni statunitensi all’Iran

· Dopo il rapporto dell’Aiea ·

Il presidente statunitense, Barack Obama, stringe il cerchio attorno all’Iran, accusato in maniera esplicita di «aver scelto la via dell’isolamento internazionale», violando in ogni modo ogni forma di legalità internazionale. Alla luce del rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) e di concerto con Londra e l’Unione europea, gli Stati Uniti annunciano un nuovo e più severo piano di sanzioni economiche allo scopo di fermare il programma di proliferazione atomica iraniano. Per la prima volta, come sottolinea lo stesso Obama, gli Stati Uniti aggrediscono in modo radicale sia il mercato finanziario e bancario, sia quello del gas e del petrolio, per bloccare le maggiori fonti di sostentamento economico di Teheran. Prima il titolare del Tesoro, Tim Geithner, poi Hillary Clinton, infine lo stesso presidente in una nota ufficiale, chiariscono che l’Iran è andato contro ogni avviso da parte della comunità mondiale e ormai rappresenta una minaccia per la pace e la stabilità globale. Replica immediata dell’Iran alle nuove sanzioni varate da Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada: sono «deprecabili e inefficaci», ha affermato un portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehmanparast. Anche la Russia ritiene inaccettabili e in contrasto con il diritto internazionale le nuove sanzioni unilaterali, nei settori bancario ed energetico. «In relazione alla decisione dell’Amministrazione statunitense di rafforzare le sanzioni contro l’Iran, con impatti sulle compagnie di Paesi terzi che collaborano con l’Iran nell’industria petrolifera e della raffinazione, e nel settore bancario, diciamo nuovamente che la Russia vede queste misure extraterritoriali come inaccettabili e contro il diritto internazionale», ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri russo.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE