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Sanzioni di Washington a Mosca e Pechino

· ​Accusate di favorire il regime nordcoreano ·

Il confine tra Corea del Sud e Corea del Nord (Ap)

Salgono i toni dello scontro fra Stati Uniti, Cina e Russia sulla questione nordcoreana. L’amministrazione Trump ha varato ieri nuove sanzioni contro Pechino e Mosca accusandole di continuare a sostenere il regime di Kim Jong-un. Immediata la reazione del Cremlino: «Stiamo iniziando a lavorare a misure di ritorsione, che sono inevitabili in questa situazione» ha detto il viceministro degli esteri russo, Sergei Ryabkov. Sulla stessa linea Pechino: «Gli Stati Uniti devono correggere immediatamente il loro errore di sanzionare le aziende cinesi per la Corea del Nord» ha spiegato il portavoce dell’ambasciata cinese a Washington. 

Le misure annunciate dal dipartimento al tesoro prendono di mira dieci aziende e sei individui cinesi e russi. Washington li ritiene tutti responsabili di continuare a fare affari con Pyongyang nonostante i divieti imposti dalle Nazioni Unite. Affari che per la Casa Bianca di fatto favoriscono — direttamente o indirettamente — l’avanzamento del programma missilistico e nucleare del regime di Kim Jong-un. Nel mirino, in particolare, ci sono alcune aziende cinesi che hanno di recente raggiunto accordi col governo nordcoreano per l’acquisto e la vendita di carbone, petrolio e altre risorse minerali. Sanzionate anche alcune società che hanno fornito servizi bancari al regime di Pyongyang rendendo così possibili transazioni finanziarie.
«È inaccettabile che aziende e individui in Russia e in Cina continuino ad alimentare la capacità della Corea del Nord di generare reddito. Reddito che poi viene usato per sviluppare armi di distruzioni di massa e per destabilizzare la regione» ha affermato il segretario al tesoro americano Steve Mnuchin, il quale ha poi assicurato come «gli Stati Uniti continueranno a esercitare una forte pressione sulla Corea del Nord, prendendo di mira tutti coloro che sostengono i programmi missilistico e nucleare di Pyongyang e isolando sempre più il regime dal sistema finanziario americano».
Intanto, un rapporto redatto da una commissione indipendente dell’Onu ha rivelato che negli ultimi sei mesi sono state intercettate due spedizioni dalla Corea del Nord a un’agenzia governativa siriana responsabile del programma di armi chimiche nel paese mediorientale. Il rapporto, che è stato presentato al Consiglio di sicurezza, non ha fornito però alcuna informazione su quando o dove si sono verificate le spedizioni o su cosa contenessero. Il gruppo di esperti, nel rapporto di 37 pagine, ha spiegato che «sta indagando su informazioni riguardanti una cooperazione tra Siria e Nord Corea su missili chimici e balistici e armamenti convenzionali».

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21 febbraio 2018

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