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Sanzioni a Pyongyang

· Annunciate dal segretario di Stato americano in visita ufficiale a Seoul ·

Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha annunciato «nuove e specifiche» sanzioni economiche e finanziarie contro il regime comunista di Pyongyang, nel corso della sua visita ufficiale in Corea del Sud. Lo ha riferito l’agenzia Yonhap.

Il capo della diplomazia statunitense ha  spiegato che le nuove sanzioni decise da Washington contro la Corea del Nord sono  dirette non a danno della popolazione, ma «hanno lo scopo di  destabilizzare» le politiche del Governo, esercitando pressioni  sull’isolato regime comunista. Previsto, in particolare, il congelamento di «asset  individuali» e la moral suasion verso gli altri Paesi perché  non «comprino i beni proibiti dalla Corea del Nord». Clinton ha aggiunto pure, nel corso di una conferenza stampa,  che gli Stati Uniti considererebbero l’ipotesi di rivedere la  posizione sui colloqui a sei (Corea del Nord, Corea del Sud, Stati Uniti, Giappone, Russia e Cina), in fase di stallo e relativi  all’abbandono dei piani nucleari del regime di Pyongyang, «in presenza di  segnali sinceri e positivi che finora non si sono visti».

Il segretario di Stato e il segretario alla Difesa americano, Robert  Gates, sono stati protagonisti di un’inconsueta visita, insieme  alle controparti sudcoreane, Yu Myung-hwan e Kim Tae-young,  della fascia demilitarizzata che separa le due Coree, nonché  del villaggio di Panmunjom, dove è stata siglata la tregua alla  fine della guerra del 1950-53. «Continuiamo a inviare un messaggio  alla Corea del Nord: c’è un’altra strada, ma fino a quando non  cambierà direzione, gli Stati Uniti staranno fermamente accanto  al popolo e al Governo della Repubblica di Corea». È il monito lanciato al regime comunista di Pyongyang dal segretario di Stato Hillary Clinton, nel corso della visita alla zona  smilitarizzata.

L’iniziativa inizialmente decisa per ricordare i 60 anni dell’attacco del regime comunista di Pyongyang contro Seoul che diede vita alla guerra di Corea del 1950-53, è diventata l’occasione per lanciare un nuovo monito alla Corea del Nord perché metta da parte il comportamento aggressivo, a maggior ragione dopo le responsabilità che gli sono state attribuite da un pool di esperti internazionali nell’affondamento nel mar Giallo della corvetta sudcoreana Cheonan, che ha causato la morte di 46 uomini d’equipaggio. I capi della diplomazia e difesa americane hanno avuto oggi  tra l’altro, il cosiddetto vertice «due più due», con le controparti sudcoreane per riaffermare i solidi legami tra i due Paesi, dopo aver visitato la Demilitarized zone (Dmz), la fascia di sicurezza larga quattro chilometri che separa le due Coree all’altezza del 38° parallelo.

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19 marzo 2019

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