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Santos sospende
i colloqui con l’Eln

· Torna alta la tensione in Colombia ·

Un altro, grave passo indietro nel cammino della pace in Colombia. Il presidente Juan Manuel Santos ha annunciato ieri che il suo governo ha sospeso le trattative con l’Esercito di liberazione nazionale (Eln), gruppo guerrigliero che ancora non ha firmato alcun accordo con Bogotá. La decisione è arrivata in seguito a tre attacchi portati dal gruppo contro l’esercito, con un bilancio di sette morti e oltre cinquanta feriti. «Ho deciso di sospendere l’apertura del quinto round di conversazioni, prevista per i prossimi giorni, fino a quando non sarà possibile riscontrare una qualche coerenza fra parole e azioni da parte dell’Eln» ha detto il presidente Santos. La nuova riunione fra i rappresentanti del governo e della guerriglia doveva svolgersi mercoledì prossimo a Quito. L’Ecuador è stato il mediatore di questa trattativa dal suo inizio, l’anno scorso.

La stazione di polizia attaccata dall’Eln a Barranquilla (Reuters)

Il 9 gennaio si è conclusa la tregua di tre mesi concordata tra l’Eln e il governo di Bogotá, che aveva decretato la fine temporanea degli attacchi contro l’esercito, la popolazione civile e le infrastrutture. Scaduto l’accordo, il gruppo di guerriglieri ha deciso di tornare alle azioni armate, scelta che ha portato a un’escalation di uccisioni, rapimenti e danni alle infrastrutture, e che hanno costretto i negoziatori del governo a lasciare il tavolo delle trattative. L’attacco più cruento è avvenuto sabato scorso. Almeno cinque poliziotti sono morti e altri 41 sono rimasti feriti a causa dell’esplosione di una bomba contro la stazione di polizia nella città costiera di Barranquilla. Il presidente del dipartimento dell’Atlántico, dove si trova Barranquilla, Lenín Moreno, ha dichiarato lo stato di emergenza per la regione. La notizia della sospensione dei colloqui tra Bogotá e l’Eln arriva in un momento estremamente delicato per la Colombia. Il 2018 sarà un anno molto importante per il paese: il prossimo marzo ci saranno le elezioni legislative e il prossimo maggio le presidenziali. Le aspettative sono piuttosto alte soprattutto per due motivi: l’evoluzione del processo di pace con le Farc — firmato nel novembre del 2016 dal presidente Santos, che per questo ha anche vinto il Nobel — e una serie di cambiamenti a livello politico e amministrativo.

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