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Santità in famiglia

· In Sud Africa la beatificazione di un martire laico ·

Un padre di famiglia ucciso in odio alla fede per non aver voluto aderire a un rito sciamanico: è il martire Benedict Samuel Tshimangadzo Daswa (1946-1990) che viene beatificato domenica 13 settembre a Thohoyandou, nella diocesi di Tzaneen in Sud Africa, dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, in rappresentanza di Papa Francesco.

Primogenito di una famiglia di cinque figli, Benedict Samuel (Balaki) nasce nel villaggio sudafricano di Mbahé. Battezzato diciassettenne il 21 aprile 1963 da un missionario del Sacro Cuore. Nel 1973 consegue il diploma di maestro elementare e inizia a inssegnare. L’anno dopo sposa la luterana Shadi Eveline Monyai. Nominato direttore della scuola primaria del villaggio di Nweli, dopo la conversione della donna al cattolicesimo, viene celebrato il matrimonio religioso.

Stimato educatore dei giovani, marito e padre esemplare, grazie al suo esempio tutti i membri della famiglia pregavano ogni giorno insieme e partecipavano regolarmente alla messa domenicale. Testimoniava la fede impegnandosi come catechista, animatore liturgico, promotore di opere caritative, artefice della giustizia e della pace.

Contrario alla stregoneria, fu organizzata un’imboscata contro di lui e la sera del 2 febbraio 1990 venne crudelmente assassinato nel villaggio di Mbahé, vicino alla sua abitazione. Mentre i suoi carnefici lo massacravano, Benedict, in ginocchio, pregava.

di Jean Jules Chassem
Postulatore generale dei missionari del Sacro Cuore di Gesù

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