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Santità ed evangelizzazione sulla rotta del Vaticano II

· Il Portogallo si prepara a ricevere il Papa ·

La notizia della visita di Benedetto XVI in Portogallo è stata ben accolta nel cuore della maggioranza dei portoghesi. Questo atteggiamento si deve a ciò che ci caratterizza come popolo: siamo ospitali. Il modo con cui il nostro Paese si prepara a ricevere il Papa ha come base due prospettive che si completano: uno sguardo retrospettivo e, allo stesso tempo, di prospettiva.

La visione retrospettiva si riferisce alla visita ad limina compiuta dai vescovi all'inizio di novembre 2007. In quell'incontro le direttive del Pontefice sono state chiare: «La parola d'ordine è stata, ed è, costruire cammini di comunione. È necessario cambiare lo stile di organizzazione della comunità ecclesiale portoghese e la mentalità dei suoi membri per avere una Chiesa in sintonia con il concilio Vaticano II». I presuli del Paese hanno tratto le seguenti conclusioni: «La Conferenza episcopale portoghese considera una priorità investire nella formazione dei cristiani, con la valorizzazione dello stile catecumenale e delle dimensioni comunitaria e spirituale; l'innovazione nella pastorale giovanile; il chiarimento della missione specifica dei sacerdoti; la promozione delle iniziative che permettano di conoscere il Dio cristiano, pensare alla Chiesa nella sua libertà profetica e prepararla a essere serva e povera».

All'inizio di febbraio del 2009, sul giornale diocesano di Lisbona, il patriarca cardinale José da Cruz Policarpo, ha dichiarato: «La Chiesa deve incontrarsi con il proprio mistero; deve riscoprire che la vita umana è qualcosa in cui Dio interviene continuamente; la società è un'armonia delle libertà individuali». A suo parere, la Chiesa fa la differenza nel rapporto con il mondo in cui è inserita a partire dall'esperienza vissuta in Gesù e dal Vangelo delle beatitudini. A una domanda circa la sua visione del futuro ha risposto: «Riservo una grande apertura a ciò che io non so neanche immaginare del futuro e che è nel silenzio di Dio. Il grande contributo che possiamo dare alla costruzione della comunità, della Chiesa nel suo insieme e dell'umanità come realtà globale, è proprio credere profondamente, non desistendo mai da ciò in cui crediamo».

L'annuncio e la pubblicazione della Caritas in veritate , nel giugno del 2009, hanno suscitato grande aspettativa ed entusiasmo, anche se — si legge sullo stesso giornale diocesano — «dopo la sua pubblicazione pochi sono stati i commentatori e i media che hanno riportato le idee principali esposte da Benedetto XVI. I critici sono rimasti in silenzio e hanno preferito non dire molto circa le proposte fatte dal Papa». Questo significa che i documenti del Papa non vengono sufficientemente valorizzati, forse perché una delle caratteristiche del popolo portoghese è la sua resistenza ai cambiamenti. Non solo per quello che riguarda gli insegnamenti della Chiesa ma anche nell'aspetto sociale e, ancora di più, nell'ambito della cultura. I documenti e gli scritti di Giovanni Paolo II sono sempre stati considerati di difficile comprensione. Lo stesso sta avvenendo con quelli del successore. È necessario approfondire, a livello delle comunità locali, il contenuto dei documenti pontifici, in modo da inserire sempre più i cristiani nei linguaggi della fede e della cultura cristiana. Del resto, sono gli stessi responsabili della Chiesa in Portogallo a riconoscere che la dottrina del concilio Vaticano II è stata promossa poco nel nostro Paese.

Quanto all'effettiva preparazione della visita, i media cattolici hanno concentrato le aspettative sul tema «Santità ed evangelizzazione». Tre in particolare sono le realtà che il Papa incontrerà: i responsabili della pastorale sociale, il mondo della cultura, della scienza e dell'arte, i sacerdoti. In Portogallo la pastorale sociale e della salute è un settore con un'intensa attività, che sta svolgendo e consolidando iniziative considerevoli. Per quanto riguarda il mondo della cultura e delle arti non sta avvenendo la stessa cosa: «La Chiesa in Portogallo ha bisogno di voltare pagina in questo campo», ha affermato di recente padre José Tolentino Mendonça, direttore del segretariato della pastorale della cultura, sottolineando che «sulla scia dei suoi predecessori, Papa Benedetto XVI ha dichiarato che la Chiesa ha bisogno di celebrare un nuovo patto creativo con il mondo delle arti».

Con l'avvicinarsi della visita, il clima di festa si intensifica. Il Pontefice viene «essenzialmente come pellegrino di Fatima», ma «i vescovi non vogliono che la sua visita sia un evento passeggero». Per questo, il Patriarca di Lisbona ha sfidato tutti a «lasciarsi invadere da questo desiderio di cambiare il cuore, per essere “giusti” e operatori di giustizia». Questo senso della giustizia è in rapporto diretto con il modo in cui i media tratteranno l'evento. In questa prospettiva, monsignor Carlos Azevedo — coordinatore generale della visita — ha chiesto ai giornalisti «senso critico e onestà». Egli sa che la venuta del Papa implica «una sfida a pensare il Portogallo» ma anche a «ripensare la Chiesa, quasi cinquant'anni dopo l'inizio del concilio Vaticano II». Questo aspetto chiama a collaborare tutti i cristiani e soprattutto i giovani, che «avranno un ruolo attivo nella visita».

Con te camminiamo nella speranza! Sarà questo il grido delle migliaia di persone che daranno il benvenuto a Benedetto XVI. Un Papa per il quale «la speranza è una persona viva, Gesù Cristo».

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