Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Sant’Atanasio nel cuore di Roma

· Il Collegio Greco e la sua storia di accoglienza ed educazione lunga quasi cinque secoli ·

Il 2 maggio la Chiesa celebra la festa di sant’Atanasio il Grande, arcivescovo di Alessandria dal 329 fino alla sua morte nel 373. Fu un pontificato lunghissimo e travagliato dalle diverse crisi sorte dopo il concilio di Nicea (325), e che fu segnato da ben cinque esili forzati. Il secondo di questi, dal 339 al 346, portò Atanasio a cercare rifugio a Roma, dove poté conoscere le posizioni e le diverse sfumature nella riflessione trinitaria anche degli autori occidentali.

A undici secoli di distanza del soggiorno romano di Atanasio, Gregorio XIII volle in qualche modo far rivivere la memoria romana del patriarca alessandrino consacrandogli una chiesa nel cuore dell’Urbe. Infatti il 13 gennaio 1576 con la bolla In apostolicae sedis specula , il Papa eresse a Roma un collegio pro Graecis ex Graecia et ex aliis provinciis ubi reperiuntur . Lo scopo era quello di offrire istruzione a quanti, provenienti dall’oriente e specialmente dopo la rovina dell’impero Bizantino, erano privi di luoghi di formazione.

Acquistato un palazzo nella via denominata più tardi del Babuino, si iniziò accanto, nel 1580, la fabbrica di una chiesa che fu dedicata appunto a sant’Atanasio, progettata e costruita dall’architetto Giacomo della Porta. Costruzione poi unita con un cavalcavia, nel 1623, al palazzo del Collegio Greco. La facciata attuale del Collegio Greco è stata edificata nel 1768 da Clemente XIII.

Nel 1876 fu collocata all’interno della chiesa la nuova iconostasi in muratura, in sostituzione della precedente in legno, con icone di Francesco Traballesi. I primi rettori del collegio furono religiosi di diversi ordini e anche sacerdoti secolari latini. Il vero direttore però fu da principio il cardinale Giulio Antonio Santori.

Il 1° settembre 1586 col motu proprio Cum ex antiqua, Sisto v riservò agli alunni del collegio il privilegio di cantare l’epistola e il vangelo in greco nelle messe papali solenni. Il 29 settembre 1591 i gesuiti, chiamati dal cardinale Santori con l'approvazione di Gregorio XIV, ne presero la direzione e la conservarono fino al 1602. Dal 1602 fino all'ottobre 1622, il cardinale Benedetto Giustiniani si riservò di nuovo la direzione del collegio e chiamò a rettore un religioso somasco, affidando l'insegnamento ad alcuni padri domenicani.

Morto il cardinale Giustiniani il 27 marzo 1621, i più illustri dei Greci allora presenti in Roma pregarono Gregorio XV, eletto al sommo pontificato il 9 febbraio, di affidare di nuovo il collegio ai Gesuiti, che ne ripresero la direzione il 31 ottobre tenendola fino alla soppressione della compagnia nel 1773.

Il 23 novembre 1624 Urbano VIII con la costituzione A universalis ecclesiae regimini determinò le regole che cambiarono in qualche modo il carattere del collegio: esso fu riservato da allora in poi soltanto a coloro che aspiravano allo stato ecclesiastico. Nel 1773, il collegio passò sotto la diretta dipendenza della sacra congregazione di Propaganda Fide, la quale lo governava per mezzo di un deputato o presidente scelto nel clero secolare romano. Costui conservò la direzione del collegio fino al 6 luglio 1886, giorno in cui Leone XIII, riservandosi di prendere definitive misure sul regime del collegio, risolse di affidarne interinalmente la direzione ai resurrezionisti, sotto la piena dipendenza del cardinale prefetto di Propaganda quale protettore, e del segretario della medesima come presidente.

Propaganda Fide decise finalmente di dare una direzione stabile al collegio il 27 gennaio 1890, risolvendo di riconsegnarlo ai gesuiti, che lo avevano diretto per tanto tempo; e così avvenne il 5 maggio seguente.

Nel 1897, Leone XIII prende contatto con l’abate primate dei benedettini confederati. Costoro ne presero possesso il 26 ottobre 1897, e il motu proprio A sodalium Benedictinorum del 15 dicembre seguente, mentre sostituiva l’abate primate dell’ordine col titolo di procuratore apostolico del collegio‑ al cardinale protettore, prescriveva che i giovani fossero educati integralmente secondo il proprio rito, dando ai monaci addetti al collegio la facoltà di celebrare nel medesimo.

Nel 1919 fu stabilito da Benedetto XV che la direzione del collegio fosse affidata esclusivamente alla congregazione benedettina belga e, finalmente dal 1956, il monastero di Chevetogne ne accettò la responsabilità, nondimeno con l’aiuto di altri monasteri della confederazione benedettina.

Attualmente il Pontificio Collegio Greco accoglie seminaristi provenienti da diverse Chiese Orientali cattoliche: melchiti, italo albanesi di Lungro e di Piana degli Albanesi, ungheresi, romeni, bulgari, serbi, ucraini, nonché greci provenienti dalle diocesi latine della Grecia che dipendono dalla Congregazione per le Chiese Orientali. Il collegio è un seminario maggiore dove i seminaristi fanno un percorso umano, intellettuale e spirituale nella loro formazione e nel discernimento della volontà del Signore per ognuno di essi, per arrivare a una decisione e risposta matura alla chiamata del Signore per vivere nella Chiesa, nella scelta libera e impegnativa sia nel celibato sia nel matrimonio, il sacerdozio come dono del Signore e servizio ai fratelli.

Percorso di formazione e crescita umana nel quotidiano vivere nel collegio stesso; di formazione e sviluppo intellettuale nel fedele e spesso arduo cammino dello studio nelle università romane; di formazione e progresso spirituale nella fedele vita di preghiera personale e comunitaria attraverso la tradizione bizantina che si vive e si celebra quotidianamente nel Collegio Greco, nella frequentazione assidua della Parola di Dio e dei sacramenti.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

16 gennaio 2019

NOTIZIE CORRELATE