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Santa Teresa parla all’Asia

l Carmelo del futuro è chiamato a offrire strumenti che corrispondano alla sete di Dio che c’è oggi in Asia. La spiritualità carmelitana ha possibilità immense per rispondere a questa sete e per condurre le persone ad approfondire la loro relazione con Dio: è quanto emerso dal congresso «Santa Teresa parla all’Asia», organizzato dai carmelitani scalzi dell’India in preparazione per il quinto centenario della nascita della santa. Tenutosi a Bangalore, vi hanno partecipato oltre cinquecento delegati carmelitani provenienti da diverse parti del mondo. Tutte le comunità di vita apostolica e contemplativa, i religiosi e i laici carmelitani — si è affermato a conclusione dei lavori — dovrebbero impegnarsi nel compito di «vivere un’esperienza spirituale evangelica e profonda». A partire da questa esperienza, nella condivisione, nell’accoglienza e nella creazione di centri e istituti di spiritualità, «il Carmelo del futuro potrà prestare un servizio qualificato alla Chiesa in Asia». Nel vasto continente asiatico i religiosi carmelitani sono chiamati «a impegnarsi in un dialogo aperto con le grandi religioni non cristiane, soprattutto nel campo della spiritualità». Per raggiungere tale scopo — concludono i carmelitani indiani — bisognerà cercare nuove forme di preghiera, di vita interiore e di comunità più consone alla mentalità orientale.

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15 dicembre 2019

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