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Santa Sede e Myanmar
stabiliscono
relazioni diplomatiche

La questione dell’allacciamento delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e il Myanmar è stata più volte trattata negli incontri tra funzionari del governo, i delegati apostolici e alti officiali della Santa Sede sin dal 1990.

La repubblica dell’Unione di Myanmar è il 183° paese ad avere pieni rapporti diplomatici con la Santa Sede.

Il Myanmar, denominato fino al 1989 come Birmania, è una terra di colline e di valli, circondata da catene montuose, che si estende su una superficie di 677.000 chilometri quadrati.

Nella mattina di giovedì 4 maggio,  Francesco ha ricevuto la signora Aung San Suu Kyi, consigliere di Stato e ministro degli Affari esteri della Repubblica dell’Unione di Myanmar. Nel corso dell’udienza si è confermato l’annuncio  dell’allacciamento delle relazioni diplomatiche tra il Paese asiatico e la Santa Sede

Nel 2005, la capitale è stata ufficialmente trasferita da Yangon a Naypyidaw. Con una popolazione di 53.614.000 abitanti, il paese è composto da 135 etnie, delle quali i gruppi maggiori sono: Kachin, Kayah, Kayin, Chin, Bamar, Mon, Rakhine e Shan. Le principali religioni professate nel Myanmar sono: il buddismo theravada (89,2 per cento); il cristianesimo (5 per cento); l’islam (3,5 per cento); l’induismo (0,5 per cento); l’animismo (1,2 per cento).

A partire dal 2010, il governo del presidente, Thein Sein, ex generale, ha attuato una serie di graduali riforme politiche, instaurando un governo civile, scarcerando gli oppositori politici tra cui la signora Aung San Suu Kyi, leader della Lega nazionale per la democrazia (Nld), e convocando libere elezioni parlamentari, parziali nel 2012 e generali nel 2015.

La nomina del presidente era considerata la tappa finale della cosiddetta “road map” verso la democrazia, presentata come passaggio dal potere militare a quello civile. Le riforme iniziate sotto la sua presidenza stanno gradualmente facendo del Myanmar un paese in pieno sviluppo economico e in trasformazione sociale. Vi sono state aperture politiche verso le forze politiche e i gruppi etnici di opposizione.

Dall’anno 2011, il paese ha cominciato ad aprirsi in modo graduale al libero mercato e ha fatto registrare grandi tassi di crescita economica (intorno all’8 per cento). Questo “boom” ha interessato un po’ tutti i settori dell’economia (turismo, esportazioni di gas, industria tessile, telecomunicazioni, idrocarburi, immobiliare) e sono aumentati anche gli investimenti stranieri: secondo gli esperti, l’economia del Myanmar ha potenzialità di crescita enormi e si stima che il paese potrebbe quadruplicare la sua economia entro il 2030, grazie soprattutto agli investimenti nell’industria ad alta tecnologia.

I rapporti politici e commerciali tra il Myanmar e i paesi limitrofi, nonché con i paesi membri dell’Asean, hanno segnato un chiaro progresso.

In occasione delle celebrazioni del 500° anniversario dell’evangelizzazione del Myanmar (21-23 novembre 2014) il Santo Padre Francesco ha inviato il cardinale Osvaldo Gracias, arcivescovo di Bombay, come suo inviato speciale per l’evento religioso.

Oggi, la Chiesa cattolica conta 16 circoscrizioni ecclesiastiche, raggruppate intorno alle arcidiocesi di Mandalay, di Taunggyi e di Yangon. Il personale ecclesiastico è composto da 23 vescovi, di cui 6 sono emeriti, 939 sacerdoti diocesani e religiosi, 1398 religiosi e religiose.

I fedeli laici sono circa 675.745, per il 90 per cento appartenenti alle minoranze etniche, principalmente Karen e Kayah (circa l’1,3 per cento della popolazione).

Inoltre, ci sono 2695 catechisti, formati a svolgere l’importante ruolo di evangelizzazione nel paese. Le diocesi, gli istituti e le congregazioni religiose gestiscono 91 piccoli centri sanitari, 23 centri di educazione speciale, 2 lebbrosari, 7 centri di assistenza per anziani, 204 orfanotrofi e “boarding schools”, 199 asili nido e alcuni progetti di sviluppo dell’agricoltura.

La comunità cattolica si impegna nel favorire una convivenza pacifica tra le diverse componenti della società. Il futuro della Chiesa cattolica in Myanmar si fonda sulle numerose vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata che lasciano ben sperare per lo sviluppo, la crescita e la diffusione del cristianesimo in questo Paese, come pure sui numerosi giovani che si stanno formando in campo catechetico e professionale.

Nella seduta del 10 marzo scorso, il parlamento della Repubblica dell’Unione di Myanmar ha approvato all’unanimità l’allacciamento delle relazioni diplomatiche con la Santa Sede.

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