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Santa nella quotidianità

· In Messico la beatificazione di María Concepción Cabrera Arias ·

Donna dotata di grandi qualità e arricchita di doni mistici, seppe utilizzare i talenti umani e spirituali mettendoli al servizio dei fratelli, specialmente dei sacerdoti. Fu scrittrice prolifica, riuscendo a produrre una lunga serie di libri e opuscoli, e, al contempo, a raggiungere le vette della contemplazione e della mistica. Ebbe anche una forte propensione all’apostolato e divenne l’ispiratrice delle Opere della Croce, fiorenti soprattutto in Messico. È María Concepción Cabrera Arias, meglio conosciuta con il soprannome di Conchita. Viene beatificata dal cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in rappresentanza di Papa Francesco, a Città del Messico, sabato pomeriggio, 4 maggio. È una delle figure femminili più famose del Paese centramericano vissute a cavallo tra la seconda metà del XIX e la prima metà del XX secolo. Proveniente da una ricca famiglia, sposa di un uomo di provata virtù, madre di nove figli e vedova esemplare, visse i doni ricevuti da Dio riuscendo a esercitare nel quotidiano le virtù cristiane.

Nata a San Luis Potosí, in Messico, l’8 dicembre 1862, fu la settima dei dodici figli dei coniugi Octaviano Cabrera e Clara Arias. La sua famiglia apparteneva a una classe sociale elevata. I genitori erano ferventi cristiani e fin da piccola le avevano insegnato a recitare quotidianamente il rosario. Due giorni dopo la nascita, venne battezzata da uno zio sacerdote. Ancora bambina ricevette la cresima e, nel 1872, la prima comunione, nella solennità dell’Immacolata Concezione.

Dopo aver ricevuto una formazione scolastica molto rudimentale e scarna, a tredici anni cominciò a frequentare il suo futuro sposo, Francisco Armida. Il fidanzamento durò circa nove anni, nei quali la ragazza continuò la sua vita di preghiera e di ricerca di perfezione cristiana. Grazie alle sua spiccata spiritualità venne autorizzata a ricevere l’Eucaristia tre volte alla settimana, ma ben presto l’autorizzazione divenne quotidiana. Fin dai primi anni sentì aumentare un’attrazione per l’ascesi e la riparazione, che concretizzò nell’uso di un cilicio e di altri strumenti di penitenza. A poco a poco, sorse in lei uno spirito apostolico che la portò a insegnare il catechismo ai figli dei lavoratori che prestavano servizio nella sua famiglia. Ai piccoli insegnò anche a scrivere e a leggere. Fin da giovane mostrò anche uno spiccato talento per la scrittura, realizzando nel 1878 la sua prima opera: Historia de una muy pacifica família.

L’8 novembre 1884 sposò Francisco e con lui formò una famiglia dove trovava ampio spazio la devozione mariana e dove la priorità era l’educazione cristiana dei figli per condurli alla pratica delle virtù. Dal matrimonio nacquero nove figli, due dei quali, Carlos e Pedro, morirono in tenera età. Il figlio Manuel entrerà nella Compagnia di Gesù e la figlia Concepción tra le religiose da lei fondate, con il nome di Teresa di Maria Immacolata.

Nell’agosto del 1889 María Concepción partecipò ai suoi primi esercizi spirituali, dove scoprì quello che sarebbe stato il suo ruolo nella Chiesa: «La tua missione è salvare anime». Più tardi questa missione si concretizzerà in una espressione che riempirà tutta la sua vita «Gesù Salvatore degli uomini, salvali!» e la porterà a vivere affinché il Signore potesse effondere il suo Spirito e tutti gli uomini fossero salvi. Crescendo sempre più nella vita interiore, Conchita fu oggetto di alcune grazie speciali, come il matrimonio spirituale e l’esperienza dell’incarnazione mistica. Intendeva la vita spirituale come vita trinitaria, configurazione con Cristo e vita nello Spirito Santo, sviluppo dei doni ricevuti nel battesimo.

Il 17 settembre 1901, dopo 17 anni di vita matrimoniale, Francisco morì a Città del Messico, dove si era trasferita la famiglia da San Luis Potosí. Rimasta vedova, María Concepción si dedicò all’apostolato e all’annuncio del Vangelo e, dopo aver ottenuto il permesso dal vescovo, promosse alcune istituzioni e due congregazioni religiose, che presero il nome di Opere della Croce: l’Alianza de Amor con el Sagrado Corazón de Jesús, l’Apostolado de la Cruz, la Congregación de las Religiosas de la Cruz del Sagrado Corazón de Jesús, la Fraternidad de Cristo Sacerdote e i Misioneros del Espíritu Santo.

L’ampia attività letteraria di Conchita comprende opere devozionali e alcune riguardanti la sua evoluzione spirituale e i fenomeni mistici che sperimentò, così come le relazioni scritte in obbedienza ai suoi direttori spirituali. I suoi manoscritti sono raccolti in 158 volumi; le opere pubblicate sono 46. Nel suo diario spirituale, chiamato anche Cuenta de Conciencia, narra le vicende interiori di quaranta anni della sua vita. I contenuti di questi scritti riflettono la devozione appassionata a Cristo e il suo desiderio di farlo amare e conoscere.

Morì il 3 marzo 1937, dopo aver ricevuto i sacramenti, circondata da fama di santità. Ai funerali parteciparono numerosi fedeli, religiosi e religiose dei suoi istituti e sacerdoti. Venne tumulata nel cimitero spagnolo, nella cripta delle religiose della Croce del Sacro Cuore di Gesù. Il 15 maggio del 1974 i suoi resti mortali sono stati traslati nella cripta della cappella all’Altillo, a Città del Messico. Giovanni Paolo II l’ha dichiarata venerabile il 20 dicembre 1999.

di Nicola Gori

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