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Sanguinoso attentato a Mogadiscio

· ​Rivendicato da Al Shabaab ·

Almeno 26 morti e più di 50 feriti: è questo l’ultimo bilancio del sanguinoso attacco di ieri nella capitale somala Mogadiscio. Secondo fonti mediche e della sicurezza locale, tra le vittime si contano almeno 15 uomini delle forze di sicurezza e sei donne. L’attacco, rivendicato dagli Al Shabaab, è stato sferrato da un attentatore suicida al volante di un’autobomba che si è fatto esplodere vicino all’Hotel Syl nei pressi del palazzo presidenziale. 

«Le forze di sicurezza dispiegate nella zona hanno tentato di fermare l’auto e hanno aperto il fuoco, ma l’uomo che era alla guida è riuscito a superare diversi checkpoint prima di farsi esplodere davanti all’hotel», ha detto Mohamed Hassan, ufficiale della sicurezza somala.
Secondo le fonti della Dpa, nell’albergo era in corso una riunione a cui partecipavano funzionari governativi ed esponenti della società civile. Il viceministro della Difesa, Mohamed Ali Haga, ha detto alla radio di Mogadiscio di essere rimasto lievemente ferito insieme ad altri due ministri e ad alcuni parlamentari.
L’Hotel Syl, frequentato da diplomatici e funzionari governativi, era già finito nel mirino dei terroristi a febbraio quando si contarono 20 morti. Nel 2015 era stato colpito a gennaio, poco prima della visita del presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, in Somalia, con un bilancio di tre morti. Lo scorso novembre, invece, gli Al Shabaab avevano attaccato un altro albergo, l’Al Sahafi Hotel, poco distante dal Syl, uccidendo 15 persone.

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