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Sanguinosi combattimenti
nello Yemen

· Mentre speciale l’inviato dell’Onu tenta di riallacciare le fila del dialogo ·

Si sono intensificati i combattimenti nello Yemen dove è in corso una sanguinosa guerra spesso dimenticata dai mass media. Almeno 44 miliziani sono morti nelle ultime 24 ore, mentre l’inviato dell’Onu, Ismail Ould Cheikh Ahmed, si è recato a Sana’a — la capitale è occupata dal settembre del 21014 dai ribelli huthi — per consultazioni nel tentativo di far riprendere i colloqui di pace nel Kuwait.

Veicolo distrutto nei combattimenti ad Aden con i ribelli huthi (Afp)

In precedenza il mediatore delle Nazioni Unite era stato a Riad per incontrare il presidente yemenita, Abd Rabbo Manosur Hadi. Sul fronte della guerra — che ha già causato 6.400 morti, oltre 30.000 feriti e almeno tre milioni di sfollati — a Nahm, nord-est di Sana’a, le forze lealiste hanno riconquistato una zona strategica montagnosa ai ribelli huthi. Negli scontri 17 ribelli e otto soldati filogovernativi sono morti. L’aviazione della coalizione guidata dall’Arabia Saudita è intervenuta in appoggio alle forze lealiste. Altri combattimenti, con quattro soldati e quattro ribelli uccisi, sono avvenuti nella provincia di Marib. Altri quattro lealisti sono morti nella provincia di Chabwa (sud del Paese) mentre sette ribelli huthi sono rimasti uccisi in una serie di raid nel nord del Paese.

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18 ottobre 2018

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