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Sanguinosi combattimenti
nell’est dell’Ucraina

· L’esercito di Kiev assedia Donetsk e Lugansk ·

Nonostante i fitti contatti diplomatici, diventa sempre più difficile trovare un’intesa per un ces-sate il fuoco nell’est dell’Ucraina, dove l’esercito di Kiev continua a guadagnare terreno assediando i grandi centri industriali di Donetsk e Lugansk, ultimi bastioni dei secessionisti filo-russi. Ma l’avanzata, che da ieri registra combattimenti pesanti all’aeroporto internazionale di Donetsk, non è indolore: nelle ultime 24 ore le truppe governative hanno perso trenta fra soldati e guardie di frontiera, di cui 19 colpiti in un attacco con lanciamissili Grad, a Rovenki, nella regione di Lugansk. Oltre cento i feriti. Si tratta di uno dei peggiori bilanci dall’inizio dell’operazione. E anche i civili continuano a fare le spese dei combattimenti: nella zona di Lugansk quattro minatori sono morti e altri 16 sono rimasti feriti mentre viaggiavano su un bus colpito da un proiettile di artiglieria. E se ieri il presidente ucraino, Petro Poroshenko, in un colloquio con il cancelliere tedesco, Angela Merkel aveva ribadito la volontà di giungere a un’intesa bilaterale, dopo la strage di soldati ha affermato che «per ciascuna morte di un militare ucraino, i militanti filo-russi pagheranno con decine o centinaia dei loro».

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15 settembre 2019

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