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Sangue a Torino

· Il passaggio della capitale italiana prima a Firenze e poi a Roma ·

È recente l’uscita di un libro che racconta un episodio poco noto della storia d’Italia legato al trasferimento della capitale da Torino a Firenze e poi a Roma. Un episodio della storia del Risorgimento che risale a 150 anni fa e che vide il capoluogo sabaudo devastato da due giornate di sangue nel settembre del 1864, fatti cui l’antropologia può dare il suo contributo interpretativo. 

Proclama del Sindaco Rorà dopo gli incidenti

Come ricorda l’autore del testo Francesco Ambrosini (Giornate di sangue a Torino, settembre 1864, la città non è più capitale, Torino, Il Punto, 2014, pagine 218, euro 8), il problema dello spostamento della capitale dal capoluogo piemontese a Roma rientrava prima di tutto nel quadro dell’unificazione d’Italia, sforzo nel quale erano impegnati il re Vittorio Emanuele ii, Cavour e poi i suoi successori al governo e non ultimo Garibaldi.
Contro la permanenza della capitale a Torino giocavano altri fattori come la sua posizione geografica decentrata, la gelosia e l’antipiemontesismo, sentimenti diffusi in varie parti della penisola, nonostante il fatto che Torino fosse una città in espansione e meritevole del ruolo che aveva conquistato. Se a favore di Roma giocava per altro la logica storica, a suo sfavore intervenivano il peso del potere temporale del Papa rappresentato dallo Stato pontificio, nonché gli impegni presi da Napoleone iii a garanzia del potere del Papa Pio ix, l’attenzione degli equilibri con l’Austria e il desiderio di Vittorio Emanuele ii di non andare incontro a guai diplomatici: l’insieme, in altre parole, di quanto costituiva e avrebbe costituito la “questione romana”.
Di qui la candidatura “jolly” di Firenze, a favore della quale giocavano la collocazione geografica e il prestigio della città fatto di storia, lingua e arte, tenuto conto per altro del non detto secondo il quale la sede toscana si configurava come un preludio in attesa dello spostamento nella sede definitiva di Roma che sarebbe seguito. 

di Oddone Camerana

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11 dicembre 2019

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