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Sangue sulla Brexit

·  Si ferma la campagna per il referendum dopo l’assassinio della deputata britannica filoeuropeista Jo Cox ·

L’assassinio della deputata laburista Jo Cox irrompe nella campagna referendaria sulla Brexit. Non è escluso, ora, che lo shock possa cambiare gli equilibri e incidere sull’esito del voto che il prossimo 23 giugno dovrà esprimersi sulla permanenza della Gran Bretagna nell’Unione europea. In relazione all’assassinio, un uomo è stato fermato, ma al momento la polizia non parla di incriminazione.

Fiori a Birstall sul luogo dove la deputata Cox è stata assassinata (Reuters)

La parlamentare filoeuropeista, 41 anni e madre di due figli, è stata uccisa nel primo pomeriggio di ieri, a colpi di arma da fuoco, in una strada di Birstall, nella sua circoscrizione elettorale nel nord dell’Inghilterra. L’omicidio ha provocato una forte ondata emotiva: è stata decisa la sospensione immediata della campagna per il referendum, che non dovrebbe riprendere prima del fine settimana. Cox aveva ricevuto diversi messaggi di minacce negli ultimi tre mesi e aveva fatto regolare denuncia alla polizia. Nonostante questo, la revisione delle misure di protezione da parte della polizia era ancora in corso e nulla di concreto era stato fatto. Scotland Yard ha reso noto che un uomo era stato arrestato nel marzo scorso in relazione alle minacce, ma non si tratta dello stesso soggetto fermato ieri. «La morte di Jo Cox è una tragedia — ha scritto il premier britannico, David Cameron, contrario alla Brexit — e lei era una parlamentare impegnata e che si prendeva cura di tutto. I miei pensieri vanno a suo marito Brendan e ai loro due giovani figli». Si è trattato, ha affermato Jeremy Corbyn leader del partito laburista, di un «terrificante assassinio» che rappresenta «uno shock per il nostro Paese». Boris Johnson, ex sindaco di Londra e uomo forte della campagna per l’uscita del Regno Unito dall’Europa, ha definito la notizia della sparatoria «terribile» e ha detto: «I miei pensieri sono con Jo Cox e con la sua famiglia». Ieri centinaia di persone si sono riunite davanti al Parlamento a Londra per una veglia spontanea in memoria della deputata. Di «un attacco a tutti coloro che hanno fede nella democrazia» ha parlato il segretario di Stato americano, John Kerry. Analoghi messaggi di condanna sono giunti da numerosi altri leader europei e internazionali. «Sono certo che quest’ennesima azione, di inaudita ferocia, ci rafforzerà nella comune lotta contro ogni forma di odio e di violenza affinché il dibattito politico possa rimanere sempre libero e aperto» si legge in un messaggio inviato oggi dal presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, alla regina Elisabetta II.

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27 giugno 2019

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