Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Sangue sul piano di transizione afghano

· Ucciso un militare italiano ·

Mentre il piano di transizione progredisce, le violenze in Afghanistan continuano. Questa mattina un militare italiano è rimasto ucciso nel nordovest della valle di Bala Murghab, durante uno scontro a fuoco con un gruppo di miliziani. Altri due soldati italiani sono rimasti feriti.

Un altro passo, dunque, lungo il processo di transizione, è stato compiuto con il passaggio del Panjshir agli afghani: si tratta di una valle tradizionalmente antitalebana. La regione, 130 chilometri a nord di Kabul, è considerata una delle più pacifiche regioni del Paese ed è la sesta di sette aree a essere affidata al controllo delle truppe locali.

Prendendo la parola a Parakh, capoluogo del Panjshir, il ministro della Difesa, Abdul Rahim Wardak, ha affermato che «è nostro dovere assumere il controllo della sicurezza del nostro Paese e difendere la nazione».

La transizione è cominciata il 17 luglio, nella provincia di Bamiyan, ed è continuata nella città di Mazar-i-Sharif, Mehterlam, Lashkargah e Herat.

Di fronte ad autorità governative afghane e militari locali, americani e dell’Isaf, il governatore del Panjshir, Kiramuddin Karim, ha confermato che le forze di sicurezza provinciali sono in grado di rispondere alle sfide che questa transizione pone, anche se ha sollecitato «il proseguimento dell’azione di formazione intrapreso dalla coalizione internazionale». A questa richiesta ha risposto il responsabile della commissione di transizione afghana, Ashraf Ghani Ahmadzai, il quale ha assicurato la messa a disposizione di risorse (trenta milioni di dollari in una prima fase) per il lavoro di rafforzamento della sicurezza e per l’avvio di una serie di opere di infrastruttura. Dal canto suo il ministro delle Miniere, Wahidullah Shahrani, ha annunciato l’avvio di un vasto programma di estrazione di pietre preziose, marmo e minerali. E sempre a proposito di violenze, questa mattina si è appreso che cinque bambini afghani sono rimasti feriti, ieri, durante un’operazione condotta dalle forze dell’Isaf, nella provincia meridionale di Helmand, contro un leader talebano. L’operazione è avvenuta nel distretto di Nahr-e-Saraj.

Si segnala che la facoltà di legge all’università di Herat ha finalmente una nuova biblioteca, fornita di 1.300 volumi, grazie al contributo della Cooperazione italiana per il rafforzamento delle capacità dei legali e la piena difesa dei diritti umani. Testi consultabili non solo dagli studenti e dagli accademici, ma da tutti i professionisti e le istituzioni legali della provincia. «Garantire una tutela legale alla società civile è alla base della crescita democratica del Paese» ha dichiarato Sayed Ghulam Mohammad Rahmani, direttore del dipartimento di giustizia di Herat, in occasione dell’inaugurazione della biblioteca.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

15 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE