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Sangue su una frontiera europea

· La polizia bulgara uccide un afghano al confine con la Turchia ·

Un afghano è stato ucciso ieri dalla polizia di frontiera bulgara al confine con la Turchia. È la prima volta, nella vicenda dei flussi di migranti e profughi già segnata quest’anno da tremila morti, che una persona viene uccisa mentre cerca di varcare una frontiera esterna dell’Unione europea. 

Il segretario generale del ministero dell’Interno bulgaro, Gheorghi Kostov, ha detto stamani che la vittima faceva parte di un gruppo di 54 uomini armati e con atteggiamento aggressivo, che non avrebbero obbedito all’intimazione di fermarsi. Secondo Kostov, la polizia ha sparato in aria e l’uomo è stato colpito da un proiettile di rimbalzo. A conferma di persistenti e profonde divergenze sulla questione, a Bruxelles non è stato trovato l’accordo per menzionare esplicitamente nelle conclusioni del Consiglio la proposta della Commissione su un meccanismo permanente di redistribuzione dei rifugiati. Il documento conclusivo si limita a una formula che prevede la necessità di «continuare a discutere sulla politica complessiva per l’immigrazione e l’asilo». Restano a livello di «orientamenti delineati» anche gli altri principali punti in discussione, a partire dal piano di azione congiunto con la Turchia, negli ultimi mesi principale luogo di partenza dei profughi, soprattutto siriani e afghani, che cercano di raggiungere l’Ue.

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20 maggio 2019

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