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Sangue in Afghanistan

· Almeno 34 studenti massacrati in una scuola sciita a Kabul ·

Escalation di violenza e di sangue in Afghanistan. Almeno 34 studenti sono stati massacrati il 15 agosto in una scuola sciita a Kabul: un attacco rivendicato dal sedicente stato islamico (Is), che tenta di ingaggiare una competizione coi rivali talebani.

Militare afghano  nelle strade di Kabul (Epa)

Questi ultimi, da giorni, tengono sotto scacco le forze di sicurezza afghane, con un drammatico bilancio di oltre 200 morti fra militari e agenti in un attacco a una base militare a Baghlan e in una battaglia a Ghazni, seguito, ieri, dall’assalto a un centro di addestramento dell’intelligence nella capitale. Amnesty International ha definito «un crimine di guerra» la carneficina che due giorni fa ha spezzato 34 giovani vite in una scuola superiore, la Mawoud Academy, nel quartiere a maggioranza sciita di Dasht-e-Archi a Kabul. Un attacco compiuto da un attentatore suicida dell’Is che si è fatto esplodere in mezzo gli studenti, ragazze e ragazzi di 18 anni, che si preparavano agli esami di accesso all’università. L’Is, per molti osservatori, non riesce a guadagnare terreno in Afghanistan, ma cerca di mostrarsi vivo, in competizione con i talebani, dai quali diverge per finalità strategica e tattica e che spesso ha affrontato in scontri sanguinosi. I talebani, nel contempo, cercano di guadagnare terreno nella possibile prospettiva di un negoziato con il governo di Kabul, che però, al momento non pare dietro l’angolo, malgrado la tregua di tre giorni per il ramadan, mentre si sono susseguiti contatti con gli Stati Uniti. Il segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha sottolineato in una nota «l’urgente necessità di un cessate il fuoco immediato e l’apertura di colloqui tra le parti in conflitto per negoziare una pace sostenibile. Prendere di mira civili e strutture civili è una chiara violazione del diritto internazionale umanitario», ha precisato.

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