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Per sanare le ferite

· Il 13 dicembre anche Sarajevo aprirà la sua porta santa ·

Sarajevo, 11. Sanare il cuore dalle ferite e diventare un modello di convivenza. È con queste intenzioni che Sarajevo e la Bosnia ed Erzegovina si apprestano a celebrare il giubileo della misericordia.

Una porta santa, infatti, verrà aperta nel cuore della città, in quella che ormai è diventata uno dei suoi simboli, la cattedrale del Sacro Cuore (visitata da Giovanni Paolo ii nell’aprile del 1997 e da Papa Francesco nella sua visita del 6 giugno scorso), a due passi dalla Bašcaršija, il quartiere musulmano, dalla cattedrale ortodossa e dalla sinagoga. Ad annunciarlo è il cardinale Vinko Puljic, arcivescovo di Sarajevo e presidente della Conferenza episcopale di Bosnia ed Erzegovina: «Apriremo la porta santa — ha detto — il 13 dicembre prossimo. Sarà un momento importante, un segno attraverso il quale daremo inizio all’anno giubilare nel nostro Paese».

Nell’arcidiocesi di Sarajevo, oltre alla porta santa della cattedrale, verranno aperte altre sei porte: quella del santuario di San Giovanni Battista a Podmilacje, del santuario di San Leopoldo Mandic a Maglaj, della chiesa dedicata a San Alojzije Gonzaga a Travnik, e quelle di tre chiese e santuari mariani dedicati all’Assunzione della Beata Vergine Maria a Tolisa, Komušina e Olovo.

Porte sante verranno aperte anche nelle altre diocesi del Paese «per facilitare — ha spiegato il porporato — la partecipazione

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09 dicembre 2019

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