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Sana’a sotto attacco

· La coalizione a guida saudita prepara l’offensiva di terra contro gli huthi ·

Oltre 90.000 bambini rischiano di morire di fame

Quarto giorno consecutivo di bombardamenti aerei su Sana’a da parte della coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita. I caccia hanno colpito ripetutamente numerose postazioni dei ribelli huthi che ancora controllano la capitale yemenita. 
Il fumo causato dai bombardamenti sulla capitale Sana’a (Epa)Tra gli obiettivi colpiti, diversi depositi di armi, due accampamenti militari, una fabbrica di munizioni e la base di Al Dailami. Raid anche su due località della provincia centrale di Marib, Sarwah e Al Jufaineh, nelle mani degli insorti e dei miliziani fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh, alleati dei primi. L’area è considerata una delle teste di ponte da cui le forze coordinate da Riad intendono sferrare un’imminente offensiva terrestre, il cui culmine dovrebbe consistere nella presa di Sana’a.

Non a caso ieri sono giunte in territorio yemenita le prime truppe di terra egiziane, per un totale di circa ottocento uomini: l’arrivo di tali rinforzi, dopo quelli giunti dal Qatar e dagli Emirati Arabi Uniti, rafforza l'idea che l’attacco finale si faccia sempre più vicino. L’Egitto ha partecipato alla coalizione fin dall’inizio alla campagna contro gli huthi, scattata a marzo, ma finora si era limitato a prendervi parte solo con velivoli e navi da guerra. 

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18 febbraio 2020

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