Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

San Carlo Borromeo una sfida per il presente

· Le celebrazioni per il quarto centenario della canonizzazione ·

«Fare memoria di san Carlo oggi ci chiede, in primo luogo, non tanto di ripercorrere le tappe della storia che lo riguarda — la cui conoscenza pure è doverosa — quanto di accogliere una sfida per il presente. Ci fa interpellare dalla santità del Borromeo, quale realtà umana e insieme azione della grazia di Dio. Ci richiama alla “buona notizia” che la Chiesa ha dato e continua a dare, e che il battesimo comunica a ogni cristiano, ossia che la santità è necessaria e possibile per ciascuno di noi. Ci fa considerare che l'annuncio che quell'arcivescovo è un santo riflette in sé la santità di Dio. È questo il senso della festa che celebreremo». Con queste parole il cardinale arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, sottolinea le celebrazioni per il quarto centenario della canonizzazione di san Carlo Borromeo, compatrono dell'arcidiocesi, che saranno avviate il 1° novembre.

«Fra i tanti spunti che possiamo trarre dalla sua vita e dalla sua opera — spiega il cardinale a “L'Osservatore Romano” — metto in evidenza un elemento valido per l'oggi. Abbiamo individuato proprio nella santità il filo conduttore per l'anno pastorale appena incominciato, il quale si collega immediatamente con quello precedente, visto da un lato come “anno di riposo in Dio”, per aiutarci a mettere il Signore al centro della nostra vita e dedicato, dall'altro, all'Anno sacerdotale, in comunione con tutta la Chiesa, per la quale pure credo che si possa indicare nel Borromeo una figura eminente di uomo, di sacerdote e di pastore che ci parla e ci affascina ancora oggi».

Sono davvero molti, secondo il porporato, gli spunti di carattere spirituale, storico, ecclesiale, sociale e culturale in genere, che nascono dall'anniversario della canonizzazione. Gli stessi spunti sono ripresi nel libro del cardinale appena edito, Dalla tua mano. San Carlo, un riformatore inattuale , che verrà presentato il 13 novembre presso l'istituto «Luigi Sturzo» a Roma; e che tutta la Chiesa ambrosiana incomincia a dar loro attenzione, a partire dalle celebrazioni nelle trentuno parrocchie dell'arcidiocesi dedicate a san Carlo e dalla messa solenne della festività di Tutti i Santi in cattedrale. Al termine di quest'ultima, il cardinale presiederà l'esposizione dell'urna con le reliquie del santo — finora conservate nella cappella (detta Scurolo) posta sotto l'altare maggiore — che rimarranno esposte presso l'altare di San Giovanni Bono alla venerazione dei fedeli, fino al 31 luglio 2011.

La partecipazione alle celebrazioni si estenderà anche oltre i confini dell'arcidiocesi. Infatti, giovedì 4 novembre, solennità liturgica di san Carlo Borromeo, nel duomo di Milano saranno accolti 650 pellegrini della diocesi di Lugano, guidati dal vescovo Pier Giacomo Grampa. Molte parrocchie dell'attuale diocesi elvetica al tempo di san Carlo erano parte di quella ambrosiana. Quando nel 1884 venne creata la diocesi di Lugano esse mantennero il rito ambrosiano e in segno di comunione donarono al duomo un calice, che verrà utilizzato nella celebrazione di giovedì. Lo stesso giorno, sempre in duomo, il cardinale Tettamanzi presiederà la messa pontificale nella solennità di san Carlo Borromeo e darà lettura della Lettera che Benedetto XVI gli ha inviato per l'anniversario.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

06 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE