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Salvare milioni di bambini dalla fame costa meno della pubblicità

· Secondo uno studio pubblicato dal «Lancet» ·

La malnutrizione causa in un anno la morte di più di tre milioni di bambini, compresi ottocentomila neonati, quasi la metà di tutti i decessi di bambini prima del raggiungimento dei cinque anni di età. Salvarli costerebbe meno di quanto una qualsiasi multinazionale spende in pubblicità ogni anno. Lo  confermano i ricercatori  guidati dal pakistanto Zulfir  Bhuta, del Royal College of Paediatrics and Child Health britannico, autori di uno studio pubblicato sulla rivista   «The Lancet».  Secondo l’analisi del gruppo,  basterebbe un investimento di meno di dieci miliardi di dollari  per salvare 90.000 bambini in un anno. La metà di questo capitale potrebbe provenire dagli stessi Paesi in via di sviluppo, mentre al resto  dovrebbero provvedere  donazioni esterne. In ogni caso, ha ricordato Bhuta presentando la ricerca, la cifra in questione è appunto  inferiore a quella destinata  alla pubblicità di una multinazionale.

Sul piano scientifico, dallo studio  emerge che molte di queste morti premature sono da attribuire a ridotto peso alla nascita o a nascite premature, fenomeni entrambi dovuti  a malnutrizione materna. In particolare un quarto di tutti i bimbi vittime della fame hanno avuto una ridotta crescita intrauterina.

Nell’analisi pubblicata da «The Lancet» compare anche uno studio diretto dal professore Robert Black, dell’università  John Hopkins di Baltimora, che rivela come a causare malnutrizione sia soprattutto la mancanza di sostanze essenziali quali la vitamina a, zinco,  ferro e  calcio.

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18 settembre 2019

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