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​Salto in avanti

· ​Quinta predica di quaresima ·

Occorre fare «un salto in avanti, come quando un fiume arriva a una chiusa e riprende il suo corso a un livello più alto». Nella quinta meditazione di quaresima tenuta venerdì mattina, 7 aprile, nella cappella Redemptoris Mater del Palazzo apostolico, alla presenza del Papa, padre Raniero Cantalamessa ha parlato di ecumenismo vissuto e di come la ricorrenza del quinto centenario della riforma protestante possa diventare «un’occasione di grazia e di riconciliazione per tutta la Chiesa».

L’abbraccio del Papa con il vescovo luterano  Munib Younan nella cattedrale di Lund  (31 ottobre 2016)

Il predicatore della Casa pontificia, dopo aver riflettuto nel corso della quaresima su come lo Spirito Santo «conduce alla piena verità sulla persona di Cristo e sul suo mistero pasquale», in quest’ultima occasione si è soffermato sul modo in cui la salvezza operata dallo Spirito «ci raggiunge oggi nella Chiesa» e, in particolare, su come illumini i credenti «riguardo al grande problema della giustificazione dell’uomo peccatore mediante la fede».

Oggi, ha detto il predicatore, «è vitale che il centenario della riforma non venga sciupato rimanendo prigionieri del passato».

Perciò «la giustificazione gratuita mediante la fede in Cristo dovrebbe essere predicata oggi da tutta la Chiesa e con più vigore che mai». Non tuttavia, ha precisato il cappuccino, «in opposizione alle “opere” di cui parla il Nuovo testamento, ma in contrasto con la pretesa dell’uomo postmoderno di salvarsi da solo con la sua scienza e tecnologia o con spiritualità improvvisate e tranquillizzanti». Sono queste «le “opere” sulle quali l’uomo moderno confida. Sono convinto — ha affermato padre Cantalamessa — che se Lutero tornasse in vita, questo sarebbe il modo con cui anche lui predicherebbe oggi la giustificazione per la fede». È Cristo, ha detto, «il cuore del messaggio». Il messaggio «non è che siamo giustificati per la fede, ma che siamo giustificati per la fede in Cristo; non è tanto che siamo giustificati per la grazia, quanto che siamo giustificati per la grazia di Cristo».

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