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In salita la strada
del grande sinodo panortodosso

· ​I lavori preparatori proseguono ma il consenso non è unanime ·

Il 19 giugno 2016, domenica di Pentecoste secondo il calendario giuliano, dovrebbe prendere il via il grande sinodo (o concilio) panortodosso, convocato nel marzo di due anni fa dai primati delle Chiese locali riuniti a Istanbul su invito del patriarca ecumenico Bartolomeo, arcivescovo di Costantinopoli. 

Il condizionale è d’obbligo, visti la lentezza con la quale stanno procedendo i lavori preparatori, i dubbi espressi da alti rappresentanti ortodossi, le difficoltà esistenti nelle relazioni fra alcune Chiese e, ultima in ordine di tempo, la tensione politica crescente fra Russia e Turchia. Situazione che — riferisce l’agenzia di informazione Romfea — avrebbe indotto a spostare da Istanbul a Ginevra la sede della sinassi dei primati prevista per il 21 gennaio. La decisione sarebbe stata presa dallo stesso Bartolomeo affinché tutti possano partecipare senza impedimenti logistici o ideologici all’evento.

«A meno che circostante impreviste non creino ostacolo» allo svolgimento del sinodo, recitava il comunicato finale del vertice al Fanar del marzo 2014. A esse ha fatto esplicito riferimento giorni fa il metropolita Hilarion, presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del patriarcato di Mosca: «Si prevedeva di utilizzare i due anni a seguire per revisionare, in certi casi riscrivere gran parte dei documenti del concilio. Molti di essi infatti sono già vecchi essendo stati redatti trent’anni fa. Purtroppo questo lavoro di revisione è condotto assai lentamente. Degli otto temi da presentare al concilio solo tre sono stati finora completati interamente. Gli altri non sono pronti. Un tema di diritto canonico così importante come quello della proclamazione dell’autocefalia è stato improvvisamente ritirato dall’agenda, mentre i punti essenziali del documento sono stati da tempo approvati. Le Chiese locali non hanno la stessa opinione sul regolamento che dovrebbe scandire i lavori» e la Commissione interortodossa speciale che si è riunita a dicembre ad Atene per discutere proprio di questo ha dovuto interrompere i colloqui poiché non è stato possibile giungere a un unanime consenso. Troppe, secondo Hilarion, le questioni che restano senza risposta, tali da mettere in discussione lo svolgimento stesso del sinodo: «Alcune Chiese non hanno ancora risolto i conflitti tra loro e il primate della Chiesa ortodossa delle Terre ceche e della Slovacchia non è stato riconosciuto come tale da molte Chiese ortodosse, senza parlare della situazione politica mondiale estremamente instabile». Per questo, in materia di sinodo, «è troppo presto per parlare di una data precisa», ha detto il metropolita.

di Giovanni Zavatta

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