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Sale la tensione tra Ucraina e Russia

· Riunito a porte chiuse il Consiglio di sicurezza ·

Ancora tensione tra Mosca e Kiev. Oggi l’ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite, Volodymyr Yelchenko, in una riunione a porte chiuse del Consiglio di sicurezza, ha intimato alla Russia di fornire le prove a sostegno dell’accusa lanciata ieri dal presidente Vladimir Putin secondo cui truppe di Kiev avrebbero tentato di effettuare un’incursione nel territorio della penisola di Crimea (annessa il 16 marzo del 2014 da Mosca dopo un referendum) per compiere azioni di sabotaggio assimilabili a un «atto di terrorismo».

Il presidente ucraino Petro Poroshenko (a sinistra) (Afp)

Da parte sua Washington si è detta «estremamente preoccupata» della nuova crisi e ha esortato entrambe le parti a scongiurare «un’escalation». Anche la Nato segue con apprensione l’evolversi della situazione, come riferiscono funzionari dell’Alleanza atlantica. «La recente attività militare della Russia in Crimea — ha detto infatti una fonte della Nato — non aiuta ad allentare le tensioni. Chiediamo a Mosca di lavorare per la calma e la de-escalation. Siamo profondamente preoccupati anche dalla recente impennata della violenza nell’Ucraina orientale e per l’aumento delle violazioni del cessate il fuoco lungo la linea di contatto, in primo luogo da parte di militanti sostenuti dalla Russia». Chiediamo a tutte le parti «di tornare al tavolo del negoziato e di lavorare per una soluzione pacifica del conflitto in Ucraina con mezzi pacifici e diplomatici. La chiave è la piena messa in atto degli accordi di Minsk».

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24 febbraio 2020

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