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La scuola
centro nevralgico

· Il presidente della Cei ai maestri cattolici ·

Roma, 4. «Audaci nei confronti della mentalità dominante, esigenti con se stessi». E poi «curiosi, appassionati della conoscenza e delle persone, accoglienti verso tutti, aperti alla realtà e al mondo intero, sensibili alle esigenze di verità e di giustizia, affinché a nessuno sia negata l’opportunità di crescere e di offrire il suo originale contributo alla vita comune». Queste — secondo il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) — alcune caratteristiche che dovrebbe avere un bravo insegnante a scuola, «oggi compito gravoso, ricco di insidie e carico di nuove sfide sociali e culturali», ma allo stesso tempo «lavoro, anzi, missione bellissima, di grande importanza per la formazione dei nostri ragazzi e assolutamente fondamentale per il futuro del nostro paese».

Nel suo intervento, ieri pomeriggio, all’apertura dei lavori del congresso nazionale dell’Associazione italiana maestri cattolici (Aimc), che si svolge a Roma dal 3 al 5 gennaio, Bassetti ha esortato i docenti a «non chiudersi a riccio in una sorta di riserva indiana o, al contrario, sciogliersi nella società contemporanea come neve al sole. Occorre, invece, essere sale della Terra. In questo caso, sale della scuola». Ma non basta: «Per essere veramente dei maestri cattolici occorre che ognuno di voi dia un significato alto e nobile alla scuola. Come quando don Milani arrivò a scrivere che la “scuola mi è sacra come un ottavo sacramento”». La scuola — ha spiegato il porporato — «deve tornare a essere un luogo così prestigioso da essere considerato addirittura sacro», poiché «è senza dubbio uno dei luoghi più importanti per l’identità e lo sviluppo di un paese. Senza la scuola è difficile pensare una comunità coesa di uomini e di donne, in cui anche i più poveri possono istruirsi, crescere ed emanciparsi dalla miseria». Essa è «il centro nevralgico del sapere e della cultura di un popolo che si tramanda di generazione in generazione».

Il convegno dell’Aimc, intitolato «Memoria e futuro. Periferie e frontiere dei saperi professionali», è entrato oggi nel vivo con le varie relazioni delle sezioni congressuali. Domani mattina i partecipanti verranno ricevuti in udienza dal Papa.

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10 dicembre 2019

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