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Saldi nella fede nonostante la persecuzione

· ​Almeno settantatrè vittime ·

Bob-Nosa Uwagboe, «Prayerful» (2014)

Maiduguri, 3. «Dall’inizio dell’anno almeno settantatré persone sono rimaste vittime delle violenze, eppure il governo nigeriano non sta facendo nulla per impedire che i pastori fulani uccidano un gran numero di persone, inclusi molti bambini»: è quanto ha denunciato il vescovo di Maiduguri, monsignor Oliver Dashe Doeme, ad Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs). Il presule ha espresso preoccupazione per l’attuale situazione nella sua diocesi. Maiduguri, infatti, è la diocesi nigeriana maggiormente colpita dalle violenze della setta islamista Boko Haram, che proprio qui è stata fondata. «Oltre alle migliaia di vittime — si legge in una nota di Acs — i terroristi hanno distrutto venticinque scuole e tre ospedali gestiti dalla Chiesa, profanato e danneggiato duecento chiese e tre conventi. Ma proprio mentre sembrava che le violenze di Boko Haram stavano finalmente volgendo al termine — ha spiegato monsignor Doeme — ecco che sono incominciate le violenze dei pastori fulani ai danni degli agricoltori cristiani».
Sono stati probabilmente gli stessi pastori a compiere gli attacchi che hanno insanguinato le funzioni religiose della notte di Capodanno, quando uomini armati hanno aperto il fuoco in due chiese della diocesi guidata da monsignor Doeme uccidendo diciassette persone. I fedeli di Maiduguri conservano una fede «irremovibile», conferma il vescovo, aggiungendo che «è davvero sorprendente come nonostante tutto i cristiani continuino ad assistere alla messa e a partecipare alle attività pastorali. Sono attaccati, emarginati e perfino uccisi a causa della loro fede, eppure sono pronti a tutto per mostrare la loro devozione religiosa».
La Chiesa a Maiduguri è fortemente impegnata nel prendersi cura dei circa centomila sfollati e di vedove e orfani delle oltre cinquemila vittime uccise da Boko Haram. «Alcuni di loro — ha ricordato il presule — non hanno davvero di che vivere».
In questi giorni Aiuto alla Chiesa che soffre sta promuovendo una campagna di raccolta fondi per aiutare cinquecento vedove e mille bambini orfani. «Non potremmo mai ringraziarvi abbastanza per tutto ciò che fate per noi. Il vostro aiuto — ha spiegato il vescovo di Maiduguri — ci permette di sopravvivere, in attesa che giunga finalmente la pace per la nostra Chiesa e per il nostro paese».

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