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In Sahel
crisi senza precedenti

· L’appello delle Nazioni Unite alla comunità internazionale ·

«Siamo qui per lanciare l’allarme su una situazione umanitaria nel Sahel che si sta deteriorando costantemente» con «livelli senza precedenti»: è quanto ha detto Sofie Garde Thomle, capo dell’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite (Ocha) per l’Africa occidentale e centrale, in una conferenza stampa a Dakar. L’Onu e le ong rivolgono pressanti appelli alla comunità internazionale: si stima che le esigenze di risorse finanziarie per affrontare l’emergenza per il 2019 ammonti a circa 2,4 miliardi di dollari.

Le condizioni critiche in Sahel sono determinate soprattutto dall’esponenziale crescita delle violenze, con circa 22 milioni di persone bisognose di assistenza e almeno 4,2 milioni di sfollati a causa degli attacchi e delle violenze da parte di gruppi armati jihadisti in sei paesi: Mali, Burkina Faso, Niger, Nigeria, Camerun e Ciad. A destare particolare apprensione è la crescita del numero degli sfollati, quintuplicati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Stephane Dujarric, portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite, ha detto che nel corso dell’ultimo anno circa un milione di persone hanno abbandonato la propria casa per la violenza e l’insicurezza nel Sahel. Durante la conferenza stampa è intervenuto anche il direttore regionale del Programma alimentare mondiale (Pam), Chris Nikoi, il quale ha sottolineato l’importanza di «un aiuto rapido e duraturo per salvare vite umane ed evitare una crisi profonda» caratterizzata dall’aumento dell’insicurezza alimentare e della malnutrizione e dal diffondersi delle epidemie.

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20 settembre 2019

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