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Russia coinvolta  nello scudo spaziale

· Medvedev lo chiede all'Alleanza atlantica ·

Il leader del Cremlino, Dmitri Medvedev, ha inviato una lettera ai leader degli Stati membri del Consiglio Russia-Nato chiedendo garanzie che il progetto statunitense di difesa antimissile in Europa non comprometta la sicurezza della Russia, ribadendo che esso potrà essere davvero efficace e affidabile solo con la partecipazione di Mosca su un piano paritario. Lo hanno riferito le agenzie Itar-Tass e Interfax. «La lettera dice che lo scudo antimissili in Europa sarà veramente efficace e affidabile solo se la Russia sarà coinvolta nel progetto su basi paritarie, e chiede solide garanzie che tale scudo non mini la stabilità strategica o sia rivolto contro una delle parti», ha spiegato l’ufficio stampa del Cremlino.

Nel settembre 2009 Washington aveva annullato un primo progetto di difesa antimissile che prevedeva l’installazione di dieci missili Gbi (Ground based interceptor), capaci di intercettare missili balistici intercontinentali (Icbm, con gittata tra i 5.500 e i 13.000 chilometri) in Polonia e una stazione radar nella Repubblica Ceca capace di acquisire e stimare la traiettoria degli obiettivi da colpire, promosso dall’Amministrazione Bush, che aveva suscitato l’irritazione di Mosca. Barack Obama aveva annunciato una nuova ma non meglio definitiva versione del progetto di difesa antimissile.

Il 3 maggio scorso Washington e Bucarest hanno raggiunto l’accordo per l’installazione di missili intercettori in Romania come elementi dello scudo antimissile europeo. Una decisione che ha rinfocolato l’irritazione russa, sullo sfondo dello stallo dei negoziati con la Nato avviati nel summit di Lisbona dello scorso novembre. Nello storico vertice nella capitale portoghese — dove era stato approvato il nuovo concetto strategico dell’Alleanza — si era raggiunta un’intesa per il forte coinvolgimento della Russia nel progetto sullo scudo spaziale. In quell’occasione Medvedev aveva proposto che l’Europa fosse divisa in settori, uno sotto la responsabilità della Russia e l’altro sotto quella della Nato, ma tale progetto non sembra aver ricevuto per ora il sostegno dell’Alleanza.

Se Mosca e Washington non dovessero trovare un accordo, il recente reset nelle relazioni tra Russia e Stati Uniti — che ha visto entrare in vigore il nuovo Trattato per la riduzione degli armamenti nucleari strategici, meglio noto come Start 3 — potrebbe registrare una frenata e proiettare un’ombra negativa sull’annunciata visita del presidente Barack Obama a Mosca, diventando materia di polemica elettorale nelle presidenziali previste nel 2012 in entrambi i Paesi.

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