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Rush finale per Atene

La Grecia è sull’orlo del default e a confermarlo sono i deputati di Syriza, annunciando ieri che il Governo, senza nuovi aiuti, non rimborserà i 300 milioni di euro che deve all’Fmi il 5 giugno. Verranno invece pagati stipendi e pensioni, perché, indicano da Syriza, i cittadini contano più dei creditori internazionali.

Nonostante la Bce abbia aumentato di 200 milioni di euro la liquidità d’emergenza alle banche, la situazione è talmente critica che il ministro delle Finanze tedesco Schäuble non esclude un fallimento, mentre l’agenzia Moody’s vede alta la possibilità di un congelamento dei depositi bancari. Il premier Tsipras punta su un accordo politico e oggi, a Riga, tornerà alla carica sulla ristrutturazione del debito presentando il suo piano a Merkel, Hollande e Juncker a margine del vertice europeo. I greci hanno presentato al Brussels Group proposte sui tre nodi principali: pensioni, mercato del lavoro e una semplificazione dell’iva, con due aliquote. Secondo la Bloomberg, i creditori avrebbero aperto a un compromesso sul salario minimo che Tsipras vuole aumentare, ma riterrebbero una riforma delle pensioni inderogabile. Il vero negoziato è politico ed è nelle mani di Tsipras, che nella capitale della Lettonia cercherà di fare leva sugli altri leader.

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20 marzo 2019

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