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Rotta inversa

· Ripreso il trasferimento dalla Grecia alla Turchia mentre nei campi profughi la situazione resta critica ·

È approdata a Dikili, sulla costa egea della Turchia, la nave partita stamani da Lesbo con un nuovo gruppo di migranti rimandati indietro nell’ambito del piano concordato dall’Ue con Ankara. Secondo fonti locali, a bordo 45 pachistani che non hanno presentato richiesta di asilo in Grecia. 

Rilevazione delle impronte digitali di un migrante appena giunto nel porto turco di  Dikili (Afp)

Dopo l’identificazione e i controlli sanitari, i migranti verranno trasferiti nel centro di detenzione di Pehlivankoy, nel nord della Turchia. A Lesbo tre attivisti sono stati arrestati perché hanno tentato di aggrapparsi all’ancoraggio del traghetto per evitare che lasciasse il porto. Altre due imbarcazioni con un centinaio di migranti sono attese oggi da Chios e Samos. Un primo gruppo di 202 migranti era partito lunedì. Intanto tafferugli sono avvenuti ieri nel campo di Idomeni, in territorio greco al confine con l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia, dove oltre dodicimila migranti e profughi restano bloccati da settimane dopo la chiusura dei confini in tutti i Paesi della rotta balcanica. Gli incidenti sono scoppiati quando una cinquantina di migranti hanno cercato di forzare la barriera di filo spinato chiedendo l’apertura della frontiera. I dimostranti hanno occupato la locale ferrovia che corre in prossimità del confine, e gli agenti in assetto antisommossa sono intervenuti con scudi e manganelli. Resta alta la tensione anche al porto del Pireo, vicino Atene, dove sono accampate circa cinquemila persone. Le autorità hanno spiegato ai profughi che l’area dovrà essere sgomberata entro il 12 aprile, ma i migranti resistono al trasferimento nei campi di accoglienza.

La situazione resta dunque difficile.

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17 settembre 2019

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