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Rosso di Spagna

· I timori degli analisti sui conti di Madrid ·

Le condizioni economiche della Spagna fanno paura a un'Europa che stenta a riprendersi dalla crisi. La Borsa di Madrid ha chiuso ieri in lieve rialzo (più uno per cento), ma gli analisti restano scettici e parlano di «calma prima della tempesta». Il Governo Zapatero sta cercando di organizzare le contromisure per ritrovare la fiducia degli investitori e della stampa internazionale. Ma dall'economia reale continuano ad arrivare segnali preoccupanti. Se non prenderà urgentemente misure credibili di controllo del deficit e di riforma dell’economia, avverte il «Financial Times», la Spagna potrebbe vivere «un dramma più grande di quello greco».

Proprio per convincere gli analisti internazionali, e in particolare i vertici della City, il ministro dell'Economia, Elena Salgado, è volato ieri a Londra, dove ha incontrato, tra gli altri, la direzione del «Financial Times». In un incontro con gli investitori britannici il segretario di Stato spagnolo all'Economia, José Manuel Campa, ha detto: «Possiamo abbassare il deficit dall’ 11,4 al tre per cento nel 2013, lo abbiamo già fatto». Intanto, però, l'Istituto di statistiche nazionale (Ine) ha reso noto che nel 2009 c'è stato un aumento dell'ottanta per cento del numero delle famiglie e delle imprese insolventi. Quasi seimila famiglie e imprese (più 79,6 per cento rispetto all’anno precedente) si sono dichiarate in sospensione dai pagamenti, circa mille cittadini si sono dichiarati in bancarotta e 4.984 fra imprese e lavoratori autonomi hanno annunciato il concorso dei creditori (più 466 per cento rispetto al 2008).

Uno dei principali problemi con cui deve fare i conti l'Esecutivo spagnolo è quello della disoccupazione. I dati diffusi dall'Ocse parlano chiaro: in Spagna aumenta il numero dei disoccupati assestandosi al tasso del 19,5 per cento, il massimo tra i Paesi che aderiscono all'organizzazione parigina. E per molti economisti il costo degli oltre 4,3 milioni di disoccupati contribuirà a rendere difficile il rientro del deficit di Madrid sotto il tre per cento nel 2013, come previsto dal patto di stabilità europeo.

La crisi spagnola è uno dei dossier più scottanti sul tavolo dell'Unione europea. Di fronte al parlamento di Strasburgo chiamato ad avallare, con un voto dell’assemblea plenaria, la nuova Commissione europea, il presidente José Manuel Durão Barroso ha difeso oggi il ruolo dell'euro, sottolineando che la moneta unica «ha protetto i Paesi in difficoltà». La crisi — ha osservato Barroso — «non è stata creata nell’area dell’euro, ma è venuta da fuori; la situazione, per i Paesi che ne fanno parte, sarebbe stata più grave se non avessero avuto la moneta unica».

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17 ottobre 2019

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