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Per Roncalli
un archivio 2.0

· Saranno digitalizzate le migliaia di carte conservate a Bergamo ·

Negli ultimi anni la Fondazione Papa Giovanni XXIII si è impegnata in un accurato lavoro di inventariazione e di catalogazione dell’ampio materiale archivistico. Si tratta di migliaia di carte che comprendono diari spirituali, quaderni con discorsi e omelie, agende di lavoro, note varie e corrispondenza. Solo i manoscritti originali di Angelo Giuseppe Roncalli sono 11.448.

Giacomo Manzù, «La porta della morte» (1952-1964) Giovanni  XXIII, particolare

Tutto ciò costituisce una documentazione fondamentale non solo per conoscere la vita e l’opera di Roncalli, ma anche una parte significativa della Chiesa e della società del Novecento. La digitalizzazione di questo patrimonio, oltre a salvaguardare documenti preziosi e fragili, consentirà di valorizzarlo e di renderlo più facilmente fruibile al pubblico. La trasformazione di testi, immagini, audio e video in formato digitale si prospetta complessa e onerosa, ma al termine del lavoro studenti, studiosi e appassionati potranno consultare documenti originali, spesso di difficile reperimento, anche da casa o dal luogo di studio e di lavoro. Questo potrà inoltre favorire l’elaborazione di progetti di ricerca da parte di istituzioni accademiche, scientifiche e culturali interessate ai temi roncalliani.
La preparazione dell’archivio online procederà per tappe: i primi documenti digitalizzati e subito consultabili online saranno i manoscritti dei due quaderni Ad omnia, che raccolgono importanti appunti di Roncalli ancora studente. Poi sarà la volta delle centinaia di pagine che costituiscono il Giornale dell’anima, capolavoro spirituale di Papa Roncalli conosciuto in tutto il mondo.
Lungo tutta la sua vita, Papa Giovanni ha affidato pensieri, riflessioni, brevi note a vari diari e quaderni. Sotto la data «20 gennaio 1959, martedì», un’agenda registra una serie di eventi memorabili. Tra questi figura la reazione positiva del suo segretario di Stato, cardinale Domenico Tardini, alla proposta di un concilio ecumenico. Si trattava di un’iniziativa totalmente personale, adottata dal Papa a meno di cento giorni dall’elezione e comunicata solo a pochi intimi.

di Ezio Bolis
Direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII

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17 ottobre 2019

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