Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Romanzieri da cellulare

· Una moda nata in Giappone ·

Pochi anni fa — ma era ancora  l’era pre-smartphone — centinaia di ambiziosi scrittori, spesso giovani donne, hanno cominciato a scrivere storie sulle loro tastiere che potevano essere lette esclusivamente sul piccolo schermo del cellulare. Per lo più ragazzi adolescenti (ma anche studenti universitari) che normalmente non leggevano libri di carta, realizzavano brevi capitoli di quello che sarebbe diventato un romanzo in miniatura, e che poi condividevano tramite mms e sms. Il fenomeno è noto come keitai shousetsu — letteralmente, “romanzi da cellulare” — e nasce in Giappone nei primi anni Duemila.

Il primo romanzo su cellulare risale al 2003, scritto da un trentacinquenne di Tokyo che si firmava con lo pseudonimo Yoshi. Il romanzo si intitolava Deep Love . Inizialmente Yoshi iniziò a spedire, capitolo dopo capitolo, l’intero romanzo ai potenziali lettori attraverso l’uso di sms e utilizzando il volantinaggio per farsi pubblicità. Il romanzo divenne così popolare che fu pubblicato come un libro vero e proprio, vendendo oltre due milioni e mezzo di copie in Giappone. Vennero realizzate perfino serie televisive, un manga e un film. In Giappone il fenomeno ha raggiunto il picco nel 2007 quando cinque su dieci dei libri più venduti dell’anno erano stati scritti su cellulari.

Uno di questi scrittori, Tatsuku, recentemente ha presentato un suo video in Rete dove spiega cosa si intenda per keitai shousetsu , ossia quella che lui considera la letteratura del futuro: «Si tratta di un nuovo approccio alla letteratura che consente di rivoluzionare il mondo della scrittura e dell’editoria come la conosciamo. In ogni capitolo i lettori saranno in grado di sperimentare la narrazione, la poesia e le arti visive, immergendosi in un mondo e un’esperienza diversa da quella della lettura tradizionale».

Tutto molto affascinante e suggestivo. Non fosse per il fatto che Tatsuku, nel suo video di presentazione, dopo aver disquisito per dieci minuti parlando di rivoluzione della scrittura, di lettura veloce, di arte digitale e di narrativa d’avanguardia, prende in mano tre diversi libri di carta — realizzati da autori di romanzi su cellulare — per dimostrare compiaciuto come attraverso questo nuovo mezzo di espressione si possa infine arrivare a una pubblicazione di un vero e proprio libro stampato.

E così nasce il sospetto che questa tendenza di scrittura innovativa non sia altro che uno dei tanti escamotage attraverso i quali giovani e intraprendenti scrittori trovano nuovi modi per attirare l’attenzione della cara vecchia editoria tradizionale. Un “relitto del passato” sempre più bistrattato dai guru tecnologici, ma che poi resta il traguardo dove tutti desiderano arrivare. Con buona pace delle innovazioni digitali, dei cyber-trend, e dei velleitari sogni di una rivoluzione tascabile.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE