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i principi fondamentali

· ​Messaggio di Pax Christi International in vista delle elezioni europee ·

Aram Danielyan «Hospitality» (2014)

«Scegliere un rinnovato progetto europeo basato sulla solidarietà, la fraternità e la pace» soprattutto di fronte a una crescente influenza delle correnti nazionalistiche e populiste nel vecchio continente: è questo l’appello lanciato da Pax Christi International, a poche settimane dalle prossime elezioni per il rinnovo del parlamento europeo. «Il “progetto europeo” è stato costruito su due pilastri paralleli: il controllo congiunto sulle risorse belliche e la protezione dei diritti umani come mezzo significativo per prevenire la guerra tra le nazioni europee», ricorda il movimento cattolico per la pace, «da allora sono stati sviluppati approcci per la cooperazione europea, portando pace e prosperità in modo ineguagliabile nel nostro continente». Oggi, tuttavia, 70 anni dopo la creazione delle prime istituzioni europee, «questa prosperità non è equamente condivisa, i diritti umani sono ancora violati e la solidarietà è messa in discussione». Inoltre, i conflitti armati sono riapparsi sul continente europeo e la corsa agli armamenti è ripresa. Non solo: l’afflusso di immigrati suscita apprensione e paura in tutte le società europee. «Alcuni cittadini preferirebbero che l’Europa erigesse muri come un modo per bloccare questo afflusso — deplora Pax Christi International — e politici con programmi nazionalistici e populistici rifiutano l’idea di diversità e di cooperazione europea».

Nel suo manifesto, il movimento elenca poi una serie di proposte per attuare il progetto europeo auspicato. Bisogna innanzitutto raggiungere gli obiettivi di pace, prosperità e sostenibilità. Per Pax Christi, il vecchio continente dovrebbe in particolare investire le sue risorse per far convergere gli “Obiettivi di sviluppo sostenibile” dell’Onu in tutte le politiche interne ed esterne; mantenere l’innalzamento della temperatura terrestre al di sotto di 1,5°c, in linea con l’accordo sul clima di Parigi; sviluppare una cultura della pace e della nonviolenza in aree dominate da conflitti; promuovere e garantire il disarmo nucleare e l’adesione degli stati al Trattato sul commercio delle armi.

Nel paragrafo intitolato «l’Europa come faro di giustizia», il movimento cattolico internazionale ritiene che «in questi tempi in cui i diritti umani e i loro difensori sono sotto pressione, l’Unione europea dovrebbe fare di più per sostenerli». L’Europa è anche «terra di umanità», prosegue, e «la migrazione intercontinentale oggi è una realtà che richiede una risposta collettiva europea basata sulla solidarietà, il rispetto dei diritti umani e della giustizia, e politiche efficaci per l’integrazione socioeconomica». Continente «con un futuro», l’Europa dovrebbe infine «offrire opportunità ai bambini e ai giovani attraverso appropriate politiche educative, vocazionali e lavorative, che includono l’apprendimento per vivere in pace, il rispetto del pluralismo e la diversità come una risorsa in una società multiculturale».

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