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Ritrovare fiducia

· ​Dopo l’incontro fra alcune vittime di abusi e i vescovi francesi ·

«Non abbiate paura. È sotto questo invito di Cristo che vogliamo porre tale scambio. Rappresentiamo, al di là di noi stessi, tutte le vittime che non potranno mai esprimersi e che, ferite, rifiutano la Chiesa. La nostra speranza è che questa giornata porti profondi cambiamenti nella presa di coscienza e nella pratica della Chiesa per prevenire e gestire le aggressioni e i crimini sessuali. Siamo venuti a cercare decisioni e azioni concrete per andare avanti insieme e mettere in atto la tolleranza zero voluta da Benedetto XVI». Sono passaggi del testo letto a Lourdes dalle sette vittime di abusi sessuali da parte del clero che, sabato pomeriggio, hanno incontrato i vescovi francesi in occasione dell’inizio dell’assemblea plenaria. Si è trattato — ha detto l’arcivescovo di Marsiglia, Georges Pontier, presidente dell’episcopato — di un «momento molto importante, addirittura storico». E, rivolgendosi alle vittime, ha aggiunto: oggi «ho sentito, come vescovo, che ero guardato da voi non più come qualcuno che non ha saputo fare, o che ha avuto paura, o che non ha agito di conseguenza, ma come qualcuno con cui rinnovare i legami di fiducia e il desiderio di lavorare e andare avanti insieme».

Abusi spirituali, casi vecchi o prescritti, prevenzione, aspetti giudiziari e canonici: nell’incontro di sabato, durato un paio d’ore, si è parlato di questo e altro ancora. Nessun annuncio ufficiale, per il momento, ma il messaggio è stato ricevuto: «Non si tratta di fare “per” le vittime ma di fare “con” le vittime», ha spiegato il vescovo ausiliare di Lille, Antoine Hérouard, che ha partecipato al forum dedicato alle questioni giuridiche e alla prevenzione. Aspetti che sono stati affrontati da monsignor Pontier anche nel discorso di apertura della plenaria. Citando più volte Papa Francesco, in particolare la lettera al popolo di Dio diffusa il 20 agosto scorso, il presule ha ricordato il dolore e la vergogna per le mancanze mostrate dalla Chiesa in tale ambito ma anche il dovere della penitenza e della conversione. E, alle vittime, ha ribadito l’invito: «Venite e lavoriamo insieme. Ritroviamo la fiducia minima necessaria per riuscire in questo».

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21 novembre 2019

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