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Ritorno a Venezia

· Con papà le più belle estati della mia vita ·

Quando il direttore della Mostra cinematografica di Venezia, Alberto Barbera, mi ha chiesto di far parte della giuria ufficiale del festival come unico rappresentante italiano, ho accettato subito con vera gioia. E i motivi sono due: non solo potrò vedere e giudicare delle pellicole che, sulla carta, appaiono molto interessanti, ma tornerò al Lido dove, da adolescente, ho trascorso le più belle estati della mia vita. 

Carlo Verdone con il padre Mario a Venezia

Sì, perché mio padre Mario, alla fine degli anni Cinquanta e all’inizio dei Sessanta, fu uno dei dirigenti e dei selezionatori delle opere in concorso. All’epoca la Mostra era un grandissimo evento e i preparativi iniziavano già da luglio; per questo tutta la nostra famiglia si trasferiva per più di due mesi al Lido, in un appartamento preso in affitto che era di una famiglia di cui ricordo ancora il cognome, i Venturi.

Tutto era realmente elegante: paparazzi discreti, grande rispetto per le star, l’arenile ben curato dove nessuna voce ad alto volume soffocava il rumore delle piccole onde sulla spiaggia. In quei tempi non si esibiva la volgarità, di nessun tipo, anzi erano anni in cui si esaltavano l’eleganza e il rispetto verso i grandi autori e interpreti. Ricordo, quasi in bianco e nero, la Magnani, la Cardinale, Mastroianni, Fellini, Sordi... Agli occhi di un ragazzino tutto questo faceva parte quasi di un mondo fiabesco. E sapere che mio padre era tra gli artefici di questa grande festa del cinema, mi rendeva molto orgoglioso di lui.

Il destino è strano e sorprendente perché mai avrei potuto immaginare che un giorno sarei arrivato a materializzarmi all’interno di questo evento da protagonista. E io che pensavo di diventare un docente di Religioni del Vicino oriente antico, la mia materia preferita, all’università...

di Carlo Verdone

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20 agosto 2018

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