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Ritorno in Israele

· L’antisemitismo accresce l’immigrazione ebraica dall’Europa ·

La crescita esponenziale della aliyah, l’immigrazione ebraica nella terra d’Israele, riflette il malessere di molte comunità ebraiche europee che dura da anni e si acuisce costantemente. I persistenti problemi di molte economie si sommano alla percezione di un crescente razzismo e antisemitismo nella società.

È l’analisi del demografo Sergio Della Pergola, dell’Università ebraica di Gerusalemme, contenuta nel numero di febbraio di «Pagine ebraiche», mensile dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, e ripresa dall’agenzia Asca. Un fenomeno che riguarda soprattutto la Francia e che i recenti tragici fatti di Parigi hanno acuito. «L’entità e il calendario delle migrazioni, anche quelle verso Israele, seguono soprattutto motivazioni economiche e se del caso politiche, e solo in secondo luogo motivazioni ideologiche», scrive tra l’altro Della Pergola, secondo il quale «queste ultime determinano soprattutto la scelta del paese di destinazione, Israele o altro. Il fatto certo è l’aumento molto notevole dell’aliyah nel 2014: oltre 6.500 arrivi dalla Francia, primato di tutti i tempi per questo Paese, e 323 dall’Italia, secondo risultato di sempre dal 1950.

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25 agosto 2019

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