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Ritorno dall’esilio

· ​All’udienza generale Francesco chiede che padri e madri riprendano pienamente il loro ruolo educativo ·

Dal Papa un nuovo appello per i cristiani perseguitati e l’invito a pregare per i cattolici cinesi

«È ora che i padri e le madri ritornino dal loro esilio — perché si sono autoesiliati dall’educazione dei figli — e riassumano pienamente il loro ruolo educativo». Lo ha raccomandato Papa Francesco all’udienza generale di mercoledì mattina, 20 maggio. Proseguendo con i numerosi fedeli presenti in piazza San Pietro le riflessioni sul tema della famiglia, il Pontefice ha auspicato «che il Signore dia ai genitori la grazia di non autoesiliarsi nell’educazione dei figli». E questo possono farlo solo, ha spiegato, «l’amore, la tenerezza e la pazienza».

Keith Haring, «Senza titolo (Famiglia unita)», 1989

Arricchendo in gran parte il testo preparato con considerazioni attinte anche dalla propria esperienza personale, il Pontefice è partito dal presupposto che i figli vanno educati con l’esempio. «Se voi genitori — ha affermato — dite ai figli: “Saliamo su quella scaletta” e prendete loro la mano e passo dopo passo li fate salire, le cose andranno bene. Ma se voi dite: “Vai su!”, questo si chiama esasperare i figli, chiedere ai figli le cose che non sono capaci di fare». E ha sottolineato la necessità di un rapporto improntato all’equilibrio: «Figli — è stato il suo invito — obbedite ai genitori. E voi genitori, non esasperate i figli, chiedendo cose che non possono fare». Inoltre il Papa ha denunciato il malcostume di strumentalizzare i bambini nelle beghe coniugali e soprattutto la rottura «del patto educativo tra famiglia e società, tra famiglia e scuola, perché è stata minata la fiducia reciproca».

Al termine dell’incontro, come di consueto, Francesco ha salutato i vari gruppi di pellegrini giunti da ogni parte del mondo. Nel farlo ha lanciato due appelli per la Cina e per i martiri cristiani del nostro tempo. Nel primo ha accennato alla festa di Maria Ausiliatrice del 24 maggio, che i cattolici cinesi celebrano nel santuario di Sheshan a Shanghai. E ha chiesto che la Madonna li aiuti a «essere sempre testimoni credibili in mezzo al loro popolo e a vivere spiritualmente uniti alla roccia di Pietro». Con il secondo si è unito alla proposta della Conferenza episcopale italiana di pregare nelle diocesi durante la veglia di Pentecoste, per «i fratelli e sorelle esiliati o uccisi per il solo fatto di essere cristiani», invocando che «si ponga fine a questo inaccettabile crimine».

La catechesi del Papa 

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17 ottobre 2019

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