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Ritorno all’etica

· ​I vescovi brasiliani contro la corruzione nel paese ·

«Per l'etica in politica» è il titolo e insieme l’obiettivo della dichiarazione conclusiva della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb) riunita nei giorni scorsi nella capitale Brasília per discutere sulla situazione economica del paese e in particolare «sulle denunce di corruzione politica accolte dal Supremo tribunale federale», recepite dalla Cnbb, «insieme ai vescovi di tutto il paese, con stupore e indignazione».
Il riferimento dei vescovi è alla decisione del tribunale brasiliano, che ha sospeso nei giorni scorsi dal suo incarico parlamentare il senatore ed ex candidato presidenziale, Aecio Neves, mentre la procura generale ha chiesto all’Alta corte di ordinare il suo arresto, nel quadro di un’inchiesta su tangenti. Neves, economista, è presidente del partito socialdemocratico, principale alleato del partito del presidente Michel Temer.
Ma il Brasile è scosso soprattutto dagli esiti di un’inchiesta nell’ambito della quale sono indagati otto ministri e 73 parlamentari e che lambirebbe anche la stessa presidenza della Repubblica. Il capo dello Stato tuttavia ha rigettato ogni accusa e ha categoricamente escluso l’ipotesi di sue dimissioni.
In base all’articolo 37 della Costituzione, si legge nel comunicato dei vescovi brasiliani, «è dovere di ogni dipendente pubblico, in particolare di coloro che ricoprono alte funzioni, mantenere una retta condotta, pena non essere in grado di esercitare l’incarico che si occupa».

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25 aprile 2019

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